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stiripì

Da Ducdauge @ducdauge

Comprai Stiripì in una bella giornata di sole siciliana. Era gennaio e mentre in qualsiasi altra parte d’Italia nevicava e faceva freddissimo, in Sicilia splendeva il sole. Comprai Stiripì alla “fera o luni” (Fiera del lunedì) di Catania, ricordo bene, un venerdì mattina. Stiripì era una deliziosa pesciolina rossa che nuotava infaticabilmente nella piccolissima vaschetta che le comprai come dimora provvisoria. Molto provvisoria. Infatti passarono pochi giorni e in una fresca mattina di febbraio quel rosso corpicino snello e squamoso galleggiava rigido rigido a pelo d’acqua. In un primo momento, guardando la vaschetta, non capivo dove fosse finita: pensai che durante una delle sue veloci nuotate, la forza centrifuga alimentata dall’istinto suicida, le avesse fatto spiccare letteralmente il volo fuori dalla vaschetta e che giacesse sotto la scrivania, o il letto, o chissà dove. E invece, guardando attentamente, la vidi, silenziosa come sempre, e immobile come non mai. Stiripì lasciò solo nella sua solitudine Giona, un altro pesciolino rosso, meno dedito al nuoto e più propenso all’inerzia, che avevo comprato assieme a lei. Giona visse nella sua stasi per un anno in quella vaschetta, fin quando non mi decisi a regalargliene una un po’ più grande, che avesse spazio abbastanza per la sua solitudine e i suoi pensieri. Passò qualche mese e in un mite pomeriggio di maggio, con una strana postura incurvata, stanco di galleggiare mi lasciò, inabissato col suo silenzio sul fondo della vaschetta.


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