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Sulla Mafia (e molto altro ancora) non possiamo mischiarci.

Creato il 19 luglio 2011 da Cristiana

Sulla Mafia (e molto altro ancora) non possiamo mischiarci.Era di certo un intento etico ed istituzionale portare tutte le istituzioni del Lazio alla manifestazione promossa da Nicola Zingaretti contro le mafie, nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio che ha visto morire Paolo Borsellino e la sua scorta.
E’ chiaro che contro le mafie e’ doverosa l’unita’ di intenti.

Ma come mi gridano gli amici palermitani, e’ ormai necessario stanare la politica nei fatti e questo vale per le mafie come per ogni altra cosa. E’ finita l’era delle corone dei fiori, delle iniziative in cui commuoversi ricordando i morti. Oggi il Paese chiede giustizia nei fatti.

Polverini ed Alemanno stanno diventando i campioni del nulla su tutti i temi: si fanno foto con i gay nei luoghi di aggregazione per apparire gayfriendly tranne non appoggiare alcuna battaglia della comunita’ omosessuale e transessuale. Non possiamo più offrirgli sponde.

Sfilano alle fiaccolate contro le mafie con noi e il Lazio (ricordo che fuori da Roma il PDL e la lista Polverini fanno man bassa) nel frattempo e’ divenuta regione meridionalizzata.

Si plaude a Don Ciotti di Libera che aderisce e nessuno ha voluto candidare Turri (presidente di Libera nel Lazio) a Latina, come sindaco.

Non possiamo mischiare. Non possiamo mischiare nel PD figuriamoci tra noi e loro.

Abbiamo dimenticato Fondi? O pezzi di agropontino in mano alla camorra? I cadaveri di animali sulla strada al passaggio di Saviano? La cronaca di ogni giorno? La politica si assolve con una fiaccolata in un anniversario?

Non possiamo. Siamo tutti coinvolti. Ha ragione Fini (a parole, almeno) che oggi a Palermo ha detto: “I partiti devono fare pulizia al loro interno…” Questo è l’unico impegno che ci aspettiamo dagli esponenti politici. Tutti.

A Nicola Zingaretti (ultimamente offeso dal PDL con manifesti in perfetto stile mafioso che lo rappresentano di spalle) chiedo di non coinvolgerli più in iniziative di questo tipo, piuttosto non facciamole e agiamo, segniamo la nostra differenza nei fatti. Di non mischiarsi più a quelli che ormai sono avversari del buon governo di Roma e del Lazio.

Cominciamo a segnare le nostre differenze. Discriminiamo la nostra levatura anche, finalmente, rompendo con la parte marcia del centro sinistra e del nostro partito con la quale mai vorremo governare Roma.

Va segnata una distanza. Subito.

E non possiamo offrire né sponde né palchi.


Filed under: IMPOLITICO Tagged: alemanno, polverini, zingaretti

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