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take my tears and that’s not nearly all

Creato il 05 novembre 2012 da Plus1gmt

Sono sicuro che se mi avessero installato addosso Google Analytics sin dalla nascita, magari al momento della registrazione nel database dell’anagrafe che negli anni sessanta potete immaginare di quale materiale consistesse, una delle pagine più visitate nella mia esistenza in ambito musicale risulterebbe quella in cui il pezzo in questione è stato embeddato, come si dice tra noi guru di mezza età del web che quando per lavoro dobbiamo visualizzare una pagina di Facebook ci sentiamo ancora in colpa perché sì, avrà tutte le potenzialità marketing che dicono, ma ci sembra comunque di cazzeggiare. Ma, tornando a Tainted Love, come avrete capito sin dal titolo di questa profonda riflessione, non è che tutti questi clic nella mia memoria sono dovuti al fatto che è uno dei pezzi che mi piace di più. Diciamo che da allora, dai primi vagiti nel reparto di ostetricia di una cittadina di provincia, lo si è sentito in tutte le salse e in tutte le versioni, a partire da quella che lo ha portato al successo più ampio dei Soft Cell, passando per quella dissacrante quanto inutile di Marilyn Manson fino a una pessima cover in formato cassa dritta avanti tutta che giusto poco fa in un’ora di ginnastica le vicine che fanno GAG hanno ballato almeno tre volte di fila. Degno di nota anche un facile riadattamento dei Boppin’ Kids, trio rockabilly siciliano, verso la fine degli anni 80. Saprete quindi tutti che però l’originale rimane sempre la versione più riuscita, su questo non c’è synth pop che tenga, e chissà che l’avvenente Gloria Jones possa essere stata per Marc Almond un’icona equivalente a Sandy Shaw per Morrissey. Questa è una banalità del tutto personale e non se nemmeno se possa essere dimostrabile, ci vorrebbe l’evidenziatore come su Wikipedia o potrei chiedere un parere a qualche esperto come quella mia amica che anni fa acquistò il biglietto dei The Cure a Torino solo perché c’era Marc Almond come supporter e, terminata la sua esibizione, se ne andò ritenendo non ci fosse altro da aggiungere. Ci limitiamo però a riconoscere all’unanimità che la versione qui sotto è un capolavoro di Northern Soul, e almeno questo è innegabile.



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