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TEATRO DEGLI ORRORI [email protected], Perugia

Da Frogproduction

Al concerto del Teatro degli Orrori bisogna andare preparati fisicamente e con la voglia di pogare, possibilmente vestiti leggeri, magari con delle scarpe anti-infortunistica. Alla fin fine il colpo più duro ricevuto è stato una testata femminile allo zigomo. Quasi niente in confronto al muro di suono sparato dai loschi e snelli figuri capeggiati da Pier Paolo Capovilla, dispensatore di buone novelle e bottigliette d’acqua da mezzo litro. Gran parte dei pezzi tratti dal nuovo lavoro, che non ho ancora ascoltato per intero e che su disco mi ha lasciato un po’ perplesso, e poi qualche perla dal secondo, Direzioni Diverse, La Canzone di Tom, A Sangue Freddo. Non ho visto molti concerti in vita, ultimamente me ne sono visti alcuni davvero belli, in ordine sparso Afterhours, Le Luci della Centrale Elettrica, Max Gazzè, Massimo Volume, Zen Circus, No Braino. Il Teatro ha confermato le aspettative, ovvero ne avevo sentito parlare come di un gruppo che “spacca”, e così è stato. Gran potenza, ma affilata, ben diretta. Poi momenti di respiro più dolci, che sono utili anche per rifiatare, stare fermi a prendere un po’ d’aria fresca, a lasciar asciugare il sudore, che poi si riparte.

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