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Terremoto in Emilia: 705 milioni di danni all'agricoltura e a rischio 8mila posti nell'agroalimentare

Creato il 06 giugno 2012 da Informasalus @informasalus
CATEGORIE: Attualità
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Terremoto in Emilia: 705 milioni di danni all'agricoltura e a rischio 8mila posti nell'agroalimentare

Settemila aziende agricole colpite delle quali circa duemila gravemente danneggiate, distrutte o da ricostruire per adeguarle alle nuove norme antisimiche. E’ il presidente della Coldiretti Sergio Marini ad annunciare che il bilancio provvisorio dei danni provocati dal sisma all’agricoltura è salito a 705 milioni di euro, nell’ambito dell’incontro promosso nell’ azienda agricola Bosco di Poletti in via Bosco 6 a Villafranca di Medolla (Mo) con gli agricoltori colpiti dal sisma provenienti dalle campagne circostanti.
Ai circa 400 milioni di euro di danni provocati alle strutture agricole (fienili, stalle, magazzini) si aggiungono 70 milioni necessari per garantire la sicurezza al territorio riportando alla normalità gli impianti idrovori, irrigui, di scolo e di irrigazione fortemente lesionati. Con una stima di 150 milioni di euro di danni il sistema del Parmigiano Reggiano è in cima alla triste classifica dei prodotti piu’ danneggiati dal sisma seguito da vicino dal Grana Padano che accusa un colpo da 70 milioni di euro e dall’aceto balsamico che conta perdite per 15 milioni di euro, secondo la Coldiretti.
Le imprese che operano in questi settori hanno solo la possibilità di scegliere se chiudere o ripartire - sostiene Marini -  poiché le uniche attività che certamente non saranno delocalizzate sono proprio quelle legate all’agricoltura e ai suoi prodotti tipici, dal parmigiano al grana, dall’aceto balsamico tradizionale alle pere tipiche, la cui produzione non puo’ avvenire per legge al di fuori del territorio delimitato dai disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea.
Per questo occorre intervenire al piu’ presto per non perdere un tessuto produttivo che è traino ed immagine del Made in Italy nel mondo. L’acquisto dei prodotti tipici delle aree del terremoto - sostiene la Coldiretti - è il mezzo più semplice per assicurare da parte dei cittadini un aiuto immediato alle aziende del sistema agroalimentare del territorio colpito dal sisma, ma occorre che ad intervenire siano anche le Istituzioni.
La Coldiretti chiede un  intervento immediato per ripristinare canali e idrovore gestiti dai Consorzi di Bonifica al fine di scongiurare il pericolo di alluvioni, poiché risultano a rischio idraulico ben  200mila ettari di terreno densamente urbanizzati. Per ripartire è necessario inoltre che il Governo assicuri alle imprese agricole condizioni analoghe a quelle artigiane per gli interventi creditizi in conto interesse. A livello comunitario occorre velocizzare l’erogazione di contributi “promessi” dall’Unione Europea attraverso il Fondo di solidarietà europeo per destinarli anche ad infrastrutture di bonifica e irrigazione.
Per ovviare ai problemi di liquidità delle imprese agricole è necessario anticipare i pagamenti diretti di politica agricola mentre sul piano strutturale serve l’utilizzo immediato, prima della definizione iter procedurale dell’Unione Europea UE, della rimodulazione  del 4 per cento della quota comunitaria relativa all’annualità 2013 dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) a favore dell’ Emilia Romagna e della Lombardia. Inoltre occorre e aumentare il “de minimis” agricolo oltre a semplificare le procedure per gli  investimenti realizzati con PSR nelle Regioni danneggiate.
A sostegno delle campagne la Coldiretti è intervenuta mettendo a disposizione i propri tecnici per monitorare il territorio per le emergenze delle aziende e degli associati e offrire un sostegno nella prosecuzione dell’attività agricola, ma sono stati anche istituiti sportelli di coordinamento sull’emergenza sisma per le richieste di rilevamento sui danni alle strutture agricole e per pianificare emergenze o interventi di aiuto. Sul piano operativo alcuni agriturismi hanno offerto ospitalità e fornitura pasti alle imprese e si è provveduto alla fornitura di moduli abitativi, tende, alcune roulotte e bagni chimici, ma anche alla consegna di 50mila chili di pasta (100% con grano italiano) prodotta dal Consorzi Agrario di Forlì, Cesena e Rimini. Attraverso il Consorzio Fidi CreditagriItalia sono stati messi a punto - conclude la Coldiretti - strumenti creditizi a sostegno delle imprese agricole e delle cooperative agroalimentari.
Inoltre sono a rischio 8mila posti di lavoro nell’agroalimentare a causa del sisma che ha danneggiato imprese agricole, stalle e strutture di trasformazione agroindustriali ma anche i macchinari per la raccolta e trebbiatura e gli impianti di irrigazione che garantiscono l’acqua a centotrentamila ettari di terreno coltivati a ortofrutta, viticoltura, riso e seminativi colpiti dalla siccità. E’ il presidente della Coldiretti Sergio Marini a lanciare l’allarme sugli effetti del terremoto su un territorio dove si produce quasi il 10 per cento dell’agricoltura nazionale nel corso della visita nelle campagne “terremotate” prima dell’incontro promosso alle ore 15,00 nell’ azienda agricola Bosco di Poletti in via Bosco 6 a Villafranca di Medolla (Mo) con gli agricoltori danneggiati dal sisma provenienti dalle aree circostanti per definire il bilancio dei danni, le misure di sostegno adottate a livello nazionale e comunitario, le iniziative di solidarietà attuate e le proposte della Coldiretti per superare l’emergenza e soprattutto per affrontare le crescenti difficoltà.
E’ a rischio - sottolinea la Coldiretti - l’occupazione dei titolari di imprese agricole che in alcuni casi sono stati costretti a vendere le proprie mucche a causa dei danni provocati alle stalle ma anche il lavoro dei dipendenti impegnati nelle campagne per le attività di mungitura e raccolta nei terreni coltivati che rischiano di rimanere a secco, con l’arrivo del grande caldo proprio nel momento in cui c’è piu' bisogno dell’acqua per l’ingrossamento dei frutti. Il terremoto - continua la Coldiretti - ha provocato infatti danni agli impianti idraulici e frane in alcuni alvei che pregiudicano il regolare deflusso delle acque.
Una prima conseguenza è stata la sospensione del servizio di irrigazione che è necessario far ripartire per preservare, nell'emergenza, una delle agricolture più floride della Pianura Padana, dove secondo stime della Coldiretti solo le aziende agricole occupano circa 12mila  dipendenti mentre 25 mila sono i titolari delle aziende e i familiari ai quali vanno aggiunte le migliaia di posti di lavoro nell’agroindustria, dai caseifici alla trasformazione della frutta.
La preoccupazione per la mancanza di acqua è diffusa tra i produttori di pere, la cui raccolta prenderà il via verso metà luglio, considerato che l’Emilia Romagna ne produce l’80 per cento del totale nazionale, in larga parte prodotte proprio tra Ferrara e Modena. Ma il problema riguarda anche i meloni coltivati su larga scala proprio nella bassa modenese. Mancano intanto – continua la Coldiretti – pochi giorni all’avvio della trebbiatura del grano, attività per cui alcune aziende sono prive di mezzi in quanto molte mietitrebbiatrici sono rimaste sepolte nei capannoni e nei ricoveri attrezzi, crollati sotto i colpi del terremoto.
Da segnalare anche il fatto che a causa delle ripetute scosse si sono allontanati dalle campagne colpite dal sisma molti lavoratori, italiani ed extracomunitari, impegnati in agricoltura, dalla mungitura quotidiana delle mucche nelle stalle alla raccolta di frutta e ortaggi. Ad anticipare il rientro nei Paesi d’origine, in attesa del miglioramento della situazione, sono stati soprattutto - sottolinea la Coldiretti - i lavoratori extracomunitari come gli indiani dediti alla cura degli animali e i lavoratori dell’est particolarmente presenti nell’attività di raccolta di frutta e verdura ma anche nell’ assistenza degli anziani nelle case rurali. Per far fronte nell’immediato al problema della manodopera ed evitare la chiusura di stalle ed aziende la Coldiretti ha chiesto tra l’altro la sperimentazione del pagamento attraverso un sistema specifico di voucher per le aree colpite dal terremoto, al fine di evitare la perdita di centinaia di migliaia di tonnellate di frutta e verdura.
Ai problemi strutturali con case rurali, fienili, stalle e capannoni danneggiati e a quelli produttivi si aggiungono - sottolinea la Coldiretti - i tentativi di speculazioni sul mercato. Alcuni operatori commerciali hanno deciso l’immediata riduzione del prezzo pagato alla stalla agli allevatori, disdicendo unilateralmente i contratti in essere con la scusa dei maggiori costi determinati dal terremoto.
Ai maggiori costi dovuti tra l’altro alla ricerca di nuove collocazioni per gli animali e al difficile approvvigionamento di mangimi e fieno si aggiunge ora - denuncia la Coldiretti il tentativo di sottopagare il latte, che peraltro nelle zone interessate dal sisma sconta un calo del 10-15 per cento nella raccolta a causa dello stress a cui sono sottoposte le mucche. La Coldiretti si oppone con forza al tentativo di scaricare costi impropri sugli allevatori che intende tutelare in tutte le forme, in una situazione di mercato già difficile che è ora aggravata dagli effetti del terremoto.
Una manovra speculativa che si aggiunge alle proposte scandalose di intermediari senza scrupoli che si offrono di acquistare a pochi euro il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano proveniente dai magazzini lesionati. Il rischio concreto - conclude la Coldiretti - è l’abbandono dell’attività di allevamento e la perdita di una delle produzioni simbolo del Made in Italy in Italia e nel mondo.


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