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Tonino Guerra (16 marzo 1920 – 21 marzo 2012)

Creato il 21 marzo 2012 da Marvigar4

Tonino Guerra

Tonino Guerra e Federico Fellini

Al so, al so, al so,

Che un om a zinquent’ann

L’ha sempra al méni puloidi

E me a li lév do, trez volti e dé

Ma l’è sultént s’a m vaid al méni sporchi

Che me a m’arcord

Ad quand ch’a s’era burdéll

(Lo so, lo so, lo so, / Che un uomo a cinquant’anni / Ha sempre le mani pulite / E me le lavo due, tre volte al giorno. / Ma è solamente se mi vedo le mani sporche / Che mi ricordo / Di quando ero ragazzo.)

Tonino Guerra & Federico Fellini, Amarcord, Rizzoli, Milano 1973

   La Giornata Mondiale della Poesia viene festeggiata oggi con l’entrata della primavera e la sorte ci ha voluto privare proprio in questo giorno di Tonino Guerra, poeta e cantore finissimo della propria terra. Non sentiremo più la sua voce recitare versi dolcissimi con quella bella cadenza romagnola. Laureato in Pedagogia a Urbino nel 1946, con una tesi sulla poesia dialettale, Antonio Guerra, detto Tonino, fa leggere alcune sue composizioni in romagnolo a letterati e critici ottenendo molti apprezzamenti. Pubblica la sua prima raccolta I scarabocc proprio nell’anno della sua laurea, con prefazione a cura di Carlo Bo, e nel 1950 dà alle stampe La s-ciuptèda. La sua attività di poeta proseguirà alternando raccolte in dialetto e in italiano. Esordisce con la narrativa nel 1952 pubblicando per Einaudi La storia di Fortunato. Resta uno dei più grandi sceneggiatori cinematografici mondiali grazie alle sue collaborazioni con Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mario Monicelli, Francesco Rosi e Andrej Tarkovskij.

   Tonino Guerra è scomparso stamani nella sua Santarcangelo di Romagna, la cittadina natale in provincia di Rimini dove si era trasferito da qualche tempo quasi per chiudere il cerchio della sua vita. Ricordiamo la sua scelta alla fine degli anni ’80 di ritirarsi a Pennabilli nel Montefeltro, dal 2009 facente parte della provincia di Rimini, e di realizzare numerose installazioni artistiche, mostre permanenti che prendono il nome de I Luoghi dell’anima, tra cui L’Orto dei frutti dimenticati, Il Rifugio delle Madonne abbandonate, La Strada delle meridiane, Il Santuario dei pensieri, L’Angelo coi baffi, Il Giardino pietrificato.

© Marco Vignolo Gargini

Sceneggiature (elenco parziale)

L’avventura, regia di Michelangelo Antonioni (1960)

La notte, regia di Michelangelo Antonioni (1961)

L’eclisse, regia di Michelangelo Antonioni (1962)

Deserto rosso, regia di Michelangelo Antonioni (1964)

Matrimonio all’italiana, regia di Vittorio De Sica (1964)

Casanova ’70, regia di Mario Monicelli (1965)

La decima vittima, regia di Elio Petri (1965)

Blow-Up, regia di Michelangelo Antonioni (1968)

Lo scatenato, regia di Franco Indovina (1967)

Alla ricerca di Gregory (In Search of Gregory), regia di Peter Wood (1969)

I Girasoli, regia di Vittorio De Sica (1970)

Zabriskie Point, regia di Michelangelo Antonioni (1970)

Giochi particolari, regia di Franco Indovina (1970)

Bianco, rosso e…, regia di Alberto Lattuada (1972)

Amarcord, regia di Federico Fellini (1973)

Caro Michele, regia di Mario Monicelli (1976)

Tre fratelli, regia di Francesco Rosi (1981)

Nostalghia, regia di Andrej Tarkovskij (1983)

E la nave va, regia di Federico Fellini (1983)

Kaos, regia di Paolo e Vittorio Taviani (1984)

Ginger e Fred, regia di Federico Fellini (1986)

Il volo (Ο Μελισσοκόμος O melissokomos), regia di Theodoros Angelopoulos (1986)

Il male oscuro, regia di Mario Monicelli (1989)

Burro, regia di Jose María Sánchez (1989)

Il passo sospeso della cicogna (Το Μετέωρο Βήμα του Πελαργού To meteoro vima tou pelargou), regia di Theodoros Angelopoulos (1991)

Al di là delle nuvole, regia di Michelangelo Antonioni e Wim Wenders (1995)

La polvere del tempo (Τριλογία – ΙΙ. H σκόνη του χρόνου I skoni tou chronou), regia di Theodoros Angelopoulos (2008)



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