Magazine Per Lei

Un anno in piu'.

Creato il 10 novembre 2011 da Nina

UN ANNO IN PIU'.
Oggi sarebbe - o meglio oggi E' - il mio giorno. Ho sempre avuto un rapporto particolare e conflittuale con questo giorno, non ho mai scelto di festeggiarlo come una reginetta. Di solito l'ho trascorso con le persone più vicine, niente party, niente manifesti, tutto molto sobrio e discreto. Nessuno ha mai organizzato una festa a sorpresa per me e non me ne faccio un cruccio. Non posso certo dire che sia un giorno come un altro, questo no, mentirei, però posso confidarvi che, insieme alla felicità, lui si porta dietro anche tanti strascichi del passato, l'evidenza del vuoto che certe persone hanno lasciato nella mia vita e che in un giorno come questo mi mancano di più. Prima fra tutte mia mamma.
Mi concedo un momento di auto-referenzialità solo perché sento e credo che raccontare significhi togliere la polvere e il peso degli anni dal cuore. Ricordare equivale a rivivere, a dare l'illusione di una continuità. Qualcosa che si ripete, che ritorna, che esiste ancora pur se in un' altra forma, oltre il tempo e lo spazio, oltre le fratture brusche e improvvise che il destino impone ai nostri percorsi.
L'ultimo compleanno che ho trascorso con Lei.Aveva le mie chiavi di casa, quella di allora, il paio di riserva glielo avevo affidato perché conoscendomi mi rassicurava sapere che in caso di distrazione potevo contare su di lei e passare a prendermelo. Non sarei mai rimasta chiusa fuori casa, così.Ricordo che tornai dal lavoro, come ogni giorno, senza sapere che quella volta lei era stata lì, era passata mentre io non c'ero. Non era sua abitudine, non lo aveva mai fatto, ma l'importanza di quella data imponeva uno strappo alla regola del rispetto e della privacy. Sul tavolo aveva lasciato una letterina per me. Per me.Ricordo le lacrime di commozione, per quel gesto così intenso e pulito, per il segno del suo passaggio che lasciava forte il senso della sua presenza lì. A ripensarci oggi mi pare di sentire ancora il suo odore. Scherzi della memoria.
Tante volte, dopo la sua morte, ho ripercorso con la mente quel momento, immaginando anche gli attimi precedenti: Lei che sale le scale, apre la porta, si siede al tavola della mia cucina e mi scrive una lettera. Circondata da oggetti che parlano di me, lascia una parte di sé lì nella mia casa.Una lettera per raccontarmi quanto mi ama, quanto è fiera di me, l'orgoglio che prova guardandomi crescere e diventare una donna forte e autonoma, vera e sincera, come mi definiva Lei. Una donna, non solo una figlia, altro da Lei, oltre Lei.
Non permettere mai a niente e nessuno di mettere in dubbio il tuo valore, la tua autostima, non dare mai a nessuno questo potere. Non lasciare che il giudizio che gli altri hanno di te diventi il tuo metro di valutazione personale.Anche questo mi insegnava. Ad essere. Non è quello che fai, che hai, ma è ciò che sei che definisce la tua persona.E la mia mente ha creato - in questi quattro anni - scenari sempre più dettagliati, ricostruendo quel che i miei occhi non hanno potuto vedere: gli attimi in cui lei da sola, davanti a quel foglio, cercava le parole per me. Non so perché questo giochetto, il bisogno di esserci e guardarla da fuori, di spiarla immaginando il suo sguardo concentrato, il suo volto posato e serio, il suo corpo composto e seduto. Ogni anno è così, la mia mente puntuale mi riporta a galla questo ricordo inesistente, ricreato, ricostruito pezzettino per pezzettino, non vissuto realmente. E con lui si ricompongono tutti gli attimi che precedono la scoperta di quella lettera: quei minuti in cui lei è sola e sa di non essere osservata.Qual è il bisogno che il mio inconscio cerca di soddisfare io non lo so. Forse così facendo la rende immortale, quel momento è fisso, fermo, immobile ed eterno, Lei per me sarà sempre come quell'immagine lì: sana, piena di amore per me e per la vita, lontana dalla malattia, felice, senza traccia di dolore o sofferenza. E soprattutto vicina e intima. Come se il suo ultimo pensiero fosse stato per me.
Anche questa mattina sono entrata di nuovo nella mia vecchia cucina e lì l'ho trovata ad attendermi: aveva la lettera in mano e me la porgeva in un sorriso. Ho apprezzato questa piccola variazione del copione, stavolta non usciva prima che io arrivassi, stavolta mi aveva aspettata. 
Oggi Nina compie 34 anni, trentaquattro, tante immagini e sensazioni si affacciano alla memoria, tante cose sognava per sé pensando agli enta. Tra queste un figlio da accompagnare a casa della nonna, il largo sorriso di Lei, la luce del sole forte di Novembre tutta per noi. La telefonata di sua madre, come ogni anno:
- Tanti auguri amore mio. Oggi è stato il giorno più bello della mia vita, oggi è nato un fiore, DA me. -
Ma non c'è solo questo, oggi nel mio cuore c'è anche spazio per la gratitudine. Ho avuto tanto, più di quello che speravo arrivasse e molto altro ancora mi aspetta. Sono curiosa di scoprire e sperimentare ciò che la vita ha in serbo per me. Oggi voglio ridere dei miei fantasmi, essere io quella che li aspetta dietro l'angolo per coglierli di sorpresa e spaventarli. L'Amore è tutto ciò che conosco.
Mi dedico una canzone, che solo la musica riesce ad arrivare lì dove le parole, imbarazzate e rispettose, si fermano.Se anche voi avrete voglia di contribuire alla colonna sonora di questa mia giornata sgangherata, lasciate una traccia. Le raccoglierò come si fa con i doni inattesi, i migliori. E ognuna sarà per me come una carezza delicata, che mi accompagnerà scaldandomi. Effetto termo-coperta  :)
I laugh about this world in my satellite eyes.^_______^








UN ANNO IN PIU'.

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