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Un cristiano del Pakistan: «perdono i kamikaze»

Creato il 07 ottobre 2013 da Uccronline

Attentato pakistanEnnesimo attentato in Pakistan contro le chiese cristiane, questa volta, domenica 22 settembre, è stata attaccata dai talebani la chiesa di Peshawar durante la Messa uccidendo 85 vite e ferendo 140 persone.

“Il Sussidiario” ha intervistato Z.Y., cristiano pakistano di 21 anni, che era uscito da Messa pochi istanti prima che due kamikaze si facessero esplodere in chiesa.

«Mi trovavo all’esterno», ha raccontato, «ho visto le due esplosioni provocate da altrettanti kamikaze. Ho visto bene in viso i due terroristi, erano due uomini giovani. Quando i due ordigni sono deflagrati mi sono trovato circondato da persone agonizzanti che gridavano chiedendo aiuto, riverse a terra davanti a me, e nei muri della chiesa c’erano dei grossi buchi da cui si vedeva l’interno della navata».

«Non c’è nessuna legge che protegge i cristiani», ha spiegato Z.Y., tuttavia «non ho paura di andare a Messa e non l’avrò mai in futuro. Quando un terrorista ti lancia una bomba addosso ti uccide, ma quando hai paura è come se fossi tu a ucciderti da solo. Per questo motivo noi cristiani pakistani non possiamo permetterci di avere paura. Non temo per me stesso, ma ho paura per i miei familiari e per la comunità cristiana della mia città, e soffro molto per il fatto di non potere vivere liberamente la mia religione. Nella fede trovo però la forza per affrontare tutto ciò».

Nell’attentato ha perso 13 parenti tra zii e cugini, anche bambini, e numerosi amici. «Ciò di cui abbiamo bisogno è di maggiore sicurezza e di medicine per le persone ferite. I Paesi occidentali hanno risorse che spesso vanno sprecate e che potrebbero essere utilizzate per aiutarci. Qui in Pakistan c’è bisogno del vostro sostegno».

Nonostante tutto, ha concluso, non ha esitato a perdonare i due kamikaze «perché Gesù Cristo ci ha insegnato a perdonarli in quanto non sanno quello che fanno».

Qui sotto l’attacco di islamici ad una Chiesa in Siria

La redazione


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