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Un meraviglioso mondo da scoprire

Creato il 16 febbraio 2013 da Nonnaso @NonnaSo

Girovagando per le viuzze del centro storico di Milano, credetemi, si trovano delle imprevedibili, gustose chicche di negozi.

vintage shop

Designer pressoché sconosciuti se non agli affezionati del genere (o a chi ci abita accanto e passa davanti alle vetrine ogni giorno per andare al lavoro, magari), bottegucce curatissime e infinitamente carine, dal sapore un po’ antico della tradizione artigianale ormai quasi scomparsa dalle nostre città e dai nostri paesini, e che invece a me riporta indietro con gli anni, all’infanzia, al nonno falegname e alla nonna che, con le sue man un po’ nodose e stanche, confezionava meraviglie.

Se siamo fortunate, la nostra mamma ha ereditato l’arte, e un giorno ce la insegnerà. Se siamo molto fortunate, ce l’ha già insegnata, e noi abbiamo ereditato la capacità di tramandare quella conoscenza antica e saporita, del “fare a mano” o del “fare incasa”.

Altrimenti, dobbiamo cercare dove possiamo, di trovare qualche buon artigiano che ancora abbia il coraggio, la possibilità, persino la pazienza di continuare a produrre e mettere in vendita il proprio lavoro.

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Una buona zona da cui cominciare, prima di passare ai più conosciuti Navigli, sono le segrete vie e viuzze attorno a Sant’Ambrogio, Corso Magenta, Corso Dante, il centro storico, Via Torino, a Milano. Teatro dell’ormai compianta e scomparsa, genuina fiera degli Obej Obej (che ormai si svolge nella ben più istituzionale cornice della piazza antistante il Castello Sforzesco, e le vie che lo circondano, e che per questo ha perso quel sapore intimo e sognante che solo l’intrico di viuzze degli artigiani milanesi sapevano dare alla manifestazione). Molte delle originarie botteghe, di falegnami, calzolai, sarte, artigiani in genere et similia, sono sparite da anni, ma qualcuno ancora resiste.

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C’è il giocattolaio che ha solo giocattoli in legno e giocattoli “come una volta”, e dalle cui vetrine il Monciccì della nostra infanzia ancora ammicca, con il suo dito in bocca a mo’ di ciuccio, e nemmeno un centimetro di pelliccia fuori posto.

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C’è l’angolino del bebè, con i pagliaccetti in percalle e seta che fanno bella mostra di sé nelle vetrine.

C’è la botteguccia “solo carta” che vende solo e soltanto oggetti fatti di carta, dagli angeli portafortuna ai biglietti di auguri, e così via, dove ti ci perderesti le ore e porteresti via tutto.

Ci sono degli spettacolari cortili stile “vecchia Milano” che attendono solo di essere scoperti, e ospitano antiquari, rigattieri, lussuose ed esclusive maison dell’arredamento, e piccoli artigiani. C’è il maestro del cuoio, quello del legno, quello della ceramica. C’è l’angolo provenzale dove tutto sa di lavanda e gli attrezzi per la casa ”sanno di buono” e fanno impallidire anche Maison Du Monde (beh, lì anche i prezzi, fanno impallidire… una schiera di MDM L )

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Ci sono i negozietti di abbigliamento dove puoi trovare marche relativamente sconosciute, ma dall’ottima fabbrica, le linee per le over 50 e quelle per le signore della buona società milanese. C’è la ragazza che avvolge gli slip su sé stessi e li vende come se fossero cupcake, e la signora che ci accoglie sorridente sollevando gli occhi stropicciati dal ricamo su cui si stava concentrando. C’è anche la sarta cinese, ma che fa sempre un ottimo lavoro.

collana bijoux craft

E c’è la maga del bijoux, che con pochi bottoni e del filo di refe, ti confeziona delle meraviglie dal gusto un po’ rètro e dal costo (dio la benedica) relativamente contenuto.

hand crafted rings

Basta sapere dove andare a guardare, o avere voglia di gettarsi alla cieca nella folta schiera di vicoli che ci aspettano solo qualche passo più in là dei classici luoghi dello shopping, con le loro vie affollate.

Là dietro, c’è tutto un meraviglioso mondo, che attende.

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