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UNA COSA PICCOLA COSI': racconti brevi di felicità prolungata

Da Miwako
Ho aspettato a dirlo a voce alta.Ho aspettato a scriverlo.Come sempre quando una cosa mi spaventa a morte o sembra troppo bella per essere vera.Non c'è ancora una data ufficiale; neppure ufficiosa, se è per questo. Ma, si, è reale, e lo scrivo qui, marrone su rosa (per l'amor del cielo come suona male "marrone su rosa").Mi pubblicano un racconto.Breve, brevissimo, ma mi pubblicano un racconto.Sarà in un albo per ragazzi edito da Baldini&Castoldi, a cura di Moony Witcher, colei che mi ha iniziato "accademicamente" a gioie e dolori della scrittura creativa.
Alla domanda "Ti va di provare a scrivere un racconto breve per bambini?", la mia risposta non poteva essere che "si". Con la riserva che, passato il suo vaglio, c'era poi quello dell'editore che avrebbe potuto tranquillamente dire "no".Invece, l'uomo del monte ha detto si.Il mio racconto è piaciuto.E' piaciuto anche il mio modo di scrivere al signor Baldini&Castoldi, o a chi per esso. Tanto che mi hanno ricontattata per chiedermi di scrivere il secondo capitolo di una micro-saga per ragazzi, da pubblicare sempre all'interno di uno degli albi.
Il giorno in cui lessi la mail, andai in piscina per una nuotata. Bene; dalla felicità non riuscivo a smettere di sorridere e ingurgitai una quantità d'acqua improponibile.
Non so se qualcuno di voi si rende conto della portata della cosa nella mia vita.E' come se Gualtiero Marchesi volesse la torta di mele che fai per tua suocera, LA TUA torta di mele; è come se Dario Argento ti scegliesse come comparsa parlante (e poi morente) in un suo film, come se Renzo Piano volesse te, proprio te, per progettare le mensole di un'abitazione tipo da 1300 mq. Ho reso l'idea?
Mi sento come l'arancia di quella pubblicità che viene scelta per essere spremuta, degna di diventare  pregiatissimo succo BEEP! Censura, che qui non si fa pubblicità occulta quando non necessaria.
Cioè, a me non sembra vero che a un editore, ovvero qualcuno che:A) di mestiere, legge, giudica e decide chi o cosa merita B) non è un mio amicoC) non è un mio consanguineosia piaciuto il mio racconto!
Sono felice. Così felice che, se fossi in acqua, rischierei di annegare.E lo so che è una cosa piccola piccola, che ora sembrerò patetica, ma sono emozionata come una bambina, e non ho intenzione di farci proprio un bel niente. A parte sorridere fino a che non mi verrà una paralisi. Perciò lo dedico alla mia famiglia; perché è il primo (si spera di una lunga serie ^_^), e perché mi hanno lasciata libera di credere che io, nella vita, avrei potuto fare qualunque cosa purché mi rendesse felice.Lo dedico a Gab e al Venerabile Vetusto, che si sono presi la briga di bacchettarmi le mani quando ce n'è stato bisogno.E, ovviamente, lo dedico alla SuperMoony, che non smette mai di stupirmi per quanto sa essere una persona fuori dall'ordinario, sotto infiniti punti di vista.
Ora la smetto eh, che nemmeno Nelson Mandela quando prese il Nobel per la pace si profuse in siffatti ringraziamenti.
Però grazie, davvero.
Vi terrò aggiornati sulla pubblicazione.Voi ci andrete in libreria, vero? ^____^


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