Questa piccola analisi è magari eccessiva, cervellotica, allucinata? Può essere. Le parole però continuano (devono, dovrebbero continuare) ad avere un peso. Il primo morto è una persona che in un modo o nell'altro è incappata o si è trascinata in uno scontro violento. E ora non c'è più. E allora è qualcosa di più, comunque, di un numero (sarà incapacità, ma non riesco a trovare il suo nome, sappiamo solo che aveva 26 anni).
Ma la morte, come si dice, non fa notizia. A far notizia è l'aspettativa di successive tragedie, il lievito di violenza che alimenta o può alimentare. La morte, ormai ordinaria, diventa ordinale. Non solo numero, ma parte di un elenco di estinti. E noi, con la penna in mano, ad aspettare la prossima ordinazione.

da TEMPI FRU FRU http://www.tempifrufru.blogspot.com
