Magazine Diario personale

Una notte di Riga

Da Bartleboom
Qui a Riga, in questi giorni, le notti sono fatte di un lunghissimo tramonto. Alle 23 il cielo e' ancora arrossato dal crepuscolo dietro le ultime betulle del mio panorama di Pardaugava, mentre sopra le nostre teste l'altissimo cielo del nord resiste alla notte risplendendo di un azzurro intenso e profondo.
C'e' un contrasto stridente fra il triste motivo che ci ha portato qui, precipitandoci a prendere il primo aereo disponibile, e la bellezza stupefacente di queste sere luminose.
Solo verso la mezzanotte le sagome dei pioppi e delle betulle qui di fronto si tingono di un'ombra scura e il cielo si fa piu' opaco, quasi si accordasse con il nostro dolore.
E' allora che mi prende una voglia di camminarci dentro questa notte ingiusta e bellissima, prendere le strade silenziose di Pardaugava, ascoltare le foglie tremule dei pioppi ormai scuri, e raggiungere Arkadijas Parks. Dove ci sara' almeno quella lenta musica delle acque del Mārupite a fare compagnia, e sul laghetto dove di giorno giocano le anatre, un ultimo riflesso di luce di questa notte, da raccogliere fra le mani.

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