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Wall Street: e adesso?

Da Pukos
Wall Street: e adesso?

E adesso viene il bello

Tempesta sui mercati finanziari. Wall Street scende di nuovo e questa volta è il Nasdaq il più bersagliato dalle vendite. Ancora giù le Banche.

Il dado è tratto. Il Quantitative easing della Bce ci sarà, di quale importo e con quali modalità lo sapremo fra una settimana quando Mario Draghi comunicherà ufficialmente l’inizio delle operazioni.

Ovviamente non sarà indifferente né l’ammontare né le modalità, ma la notizia odierna è: ci sarà! Per capire tutte le implicazioni ci vorrà tempo, ma intanto, oggi, abbiamo già avuto un botto pazzesco: la BNS (Banca Nazionale Svizzera) ha dovuto cedere, non difenderà più il cambio di 1,20 rispetto all’euro.

Conseguenza: l’indice principale della Borsa elvetica, lo SMI ha perso quasi il 9%, le borse europee hanno guadagnato oltre due punti percentuali, ancora un ribasso a Wall Street e l’oro è volato raggiungendo quotazioni che non vedeva da oltre quattro mesi.

Tutto il listino elvetico, con la sola eccezione di Swisscom ha subito perdite consistenti, è stato impressionante vedere Swatch scendere di oltre 16 punti percentuali, Richemont perdere più del 15%, Actelion quasi il 14%, colossi finanziari come UBS, Julius Baer e Credit Suisse lasciare sul terreno 11 punti percentuali così come titoli del calibro di Holcim e Givaudan.

Non si esagera se si dice che la seduta odierna della Borsa elvetica … passerà alla storia.

Il franco svizzero al momento cerca di consolidarsi intorno alla parità con l’euro, la moneta unica, poi, in intraday, è scesa anche ben sotto quota 1,16 rispetto al dollaro.

Naturalmente per le aziende dell’eurozona il recupero di competitività derivante dal peggioramento del cambio è senza dubbio una grande boccata d’ossigeno, ma non basta, così come non ha retto il cambio fisso a quota 1,20 alla stessa maniera non reggerà il cambio “fisso” che ha fatto nascere l’euro.

Non dobbiamo poi dimenticare che la situazione economica internazionale non può essere considerata florida e ciò, non solo per i continui ribassi dei prezzi petroliferi, i segnali che arrivano sono molteplici, ne citiamo solo uno: i continui ribassi di Caterpillar, oggettivamente considerato un titolo “premonitore”.

Dow Jones (-0,61%) nuovamente ad un soffio dal proprio record storico Unitedhealth (+1,09%), risale anche Wal-Mart (+0,89%), quindi l’assicurativo The Travelers (+0,42%)

Un altro crollo, dopo quello della vigilia per JP Morgan (-3,20%), ancora un ribasso per Caterpillar (-2,03%), infine Cisco Systems (-1,83%).

S&P500 (-0,92%) torna a salire, anche se finisce lontano dai massimi di giornata, Target (+1,80%), ennesimo massimo storico per Altria Group (+1,43%) forse il mondo sta andando in fumo. Si ferma a pochissimi centesimi dal proprio massimo storico Southern Company (+1,22%).

Impressionante il crollo di Bank of America (-5,24%) sceso di oltre 16 punti percentuali nelle ultime 11 sedute, analogo il comportamento di Citigroup (-3,71%), quindi Hewlett Packard (-3,22%).

Nasdaq (-1,48%) ancora un nuovo massimo storico per Kraft (+4,65%), a seguire Kla Tencor (+2,01%), quindi Charter Comm. (+1,49%)

Un altro titolo in netta difficoltà è TripAdvisor (-4,79%), prese di profitto per Nxp Semiconductors (-4,32%), quindi finisce sul minimo di seduta Western Digital (-3,74%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro


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