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22 Dicembre: un Natale a fumetti e menù per il pranzo del giorno si Santo Stefano: questo è quanto il nostro calendario ha in serbo oggi…

Da Laghezzi @laghezzi

22 dicembreIl racconto…

Un Natale a fumetti

 di

Carla Tommasone

www.tommasoneromanzi.it

 

Mai come quell’anno c’erano stati tanti ritardi nella produzione, nelle consegne, nel ricevimento della posta e nell’organizzazione del lavoro.

Babbo Natale non si capacitava e si domandava il motivo di tanta disorganizzazione, incidenti e avversità.

Provava la sensazione sgradevole che qualcuno volesse ritardare di proposito il suo lavoro e se ne domandava la ragione. Da quando esisteva il mondo, ogni anno non aveva mai mancato nel suo compito.

Era nato per quello, per portare doni ai bambini e anche agli adulti, regalare amore, auguri, speranza e talvolta un sogno. Chi dunque lo stava boicottando?

Si recò velocemente nella fabbrica. Il tempo stringeva.

«Come andiamo?» chiese a Mastro Gnomo.

Quello si asciugò il sudore dalla fronte. «Adesso bene. Ho dovuto reclutare l’Uomo Ragno che con un po’ delle sue ragnatele è riuscito ad assemblare i macchinari. Continuavano a rompersi. Non ne comprendo il motivo ma saltavano i bulloni. Poi con l’aiuto di Torcia Umana ha ripreso a funzionare anche la fornace.»

Babbo Natale lo lodò per le soluzioni ideate e passò oltre. Raggiunse la segreteria e s’informò sulla posta.

«Non arrivava nulla», spiegò Mafalda arruffata e ancora adirata per quell’inspiegabile ritardo. «Eppure dalle Poste mi hanno confermato che le lettere partivano regolarmente per la Lapponia. Così ho mandato i Sette Nani a scavare nella neve e Superman a recuperare la corrispondenza. Ho chiesto anche l’aiuto dei 101 per smistare la posta.»

Babbo Natale annuì soddisfatto.

Fu raggiunto da un delizioso aroma di panettone e seguendone la scia approdò nelle cucine. Nonna Papera era al lavoro, aiutata dalla sua famiglia. Paperina gli offrì una fetta di panettone. «E’ una bontà», assicurò con un sorriso.

Babbo Natale accettò con piacere l’offerta. «Qui tutto bene?» s’informò cercando di placare la sua ansia.

«Non proprio. Qualcuno ha scambiato lo zucchero con il sale ma il fiuto eccezionale di Pluto ce lo ha segnalato», rispose con una pacca affettuosa fra le scapole di Pluto che si affrettò a lapparle il viso, inducendola in un’allegra risata.

Babbo Natale continuò il suo giro di controllo. Stava transitando in un lungo corridoio quando sentì un bisbiglio. «Sss, ehi, da questa parte …» Si volse e colse lo svolazzare di un pipistrello.

«Batman mi hai spaventato. Che c’è?»

«Sss, non fare rumore, non parlare e seguimi.»

Babbo Natale obbedì e seguì Batman che volse per lo scantinato.

Quando ridiscese la scala notò una porticina socchiusa. Batman gli fece segno di avanzare e lo invitò a sbirciare.

Lo stupore, l’incredulità e l’indignazione si agitarono nell’animo di Babbo Natale scorgendo la combriccola riunita nella soffocante stanzetta. Crudelia Demon rendeva l’aria ancora più soffocante con il fumo della sua sigaretta infilata nel lungo bocchino. «Allora Joker, quali danni hai prodotto?» chiese additandolo con il bocchino.

«Hi hi hi, ho fatto in modo di disperdere le lettere di richiesta nella neve», rispose Joker con un ghigno, (del resto non sapeva fare altro che ghignare), ma poi una manata di Maga Magò lo mandò a gambe all’aria.

La strega si fece avanti. «Io mi sono occupata della fabbrica con un bellissimo incantesimo e i bulloni continuano a svitarsi», annunciò soddisfatta di sé.

«Ed io ho fatto sparire tutti gli anelli», disse Sauron compiaciuto.

«Ho mandato i miei uomini nelle cucine», informò Jafar.

Babbo Natale stava per farsi avanti per manifestare tutta la sua indignazione quando fu in pratica sbalzato indietro da un piccolo turbine.

«Stai indietro Genio, ci penso io!» urlò Mago Merlino, ma il Genio non aveva nessuna intenzione di retrocedere. «Ma che stai a di’? Ce penso io, Mago, a risolve le magagne!»

«No, no, no, è compito mio!» urlò Fata Smemorina avanzando e agitando la sua bacchetta magica e i due ignari topolini che transitavano nel corridoio si ritrovarono trasformati in maestosi cavalli bianchi scalpitanti.

«Oh, scusate ragazzi», disse Smemorina agitando di nuovo la bacchetta magica e i due cavalli si rimpicciolirono assumendo le sembianze di due scoiattolini.

«Ciao» salutò Cip un po’ frastornato.

«Ciao», rispose Ciop consapevole che qualcosa non andasse e schizzando via prima che la fata Smemorina lo trasformasse di nuovo. Forse era meglio essere uno scoiattolo che non un bue.

«Insomma Signori un po’ di calma!» insorse Babbo Natale.

La porta dello sgabuzzino si spalancò e Crudelia mise fuori la testa. «Che sta succedendo qua?» chiese lanciando occhiate fiammeggianti.

«A Crude’ sei tu che ce devi di’ che sta a succede lì dentro», rispose il Genio della lampada.

«Tutti indietro! Fate largo, non c’è niente da vedere!»

Era Hulk che avanzava facendo tremare il pavimento a ogni passo. E una scossa fu così violenta che fece tremare il letto.

«Simo, svegliati, è arrivato Babbo Natale», sussurrò Charlotte scuotendo la spalla del fratello.

Simone sbatté le palpebre. «Cosa?»

«E’ arrivato Babbo Natale. Ci sono i doni sotto l’albero», bisbigliò Charlotte e Simone si rizzò buttando le gambe giù dal letto per precipitarsi nel soggiorno ma non si fermò a guardare i doni, bensì raggiunse la finestra giusto in tempo per vedere la slitta di Babbo Natale allontanarsi.

«Era solo un sogno», si disse scuotendo il capo ma all’improvviso qualcosa sfrecciò nel cielo assai velocemente e per un attimo Simone colse l’immagine di Superman con un sacco pieno di lettere agganciato alla cintura. Lui era ancora al lavoro.

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il menù di Santo Stefano

Le ricette…

gli antipasti

i cardi, il cavolo e i peperoni in  bagna cauda…

Ingredienti: 400 gr di olio extravergine d’oliva, 150 gr acciughe sotto sale, 6 spicchi aglio, latte q .b., panna q.b.

Pulisco  l’aglio, lo taglio a fettine sottili e lo metto a bollire in un pentolino con il latte per 5 minuti poi lo scolo e lo metto in un tegame di coccio con l’olio e lo faccio cuocere senza fargli prendere colore e a fiamma bassissima per ¼ d’ora; aggiungo le acciughe pulite e tritate e le faccio completamente disfare rigirandole con un cucchiaio di legno.

Quando sono ben sciolte aggiungo il burro e sempre mescolando anche la panna.

In una pentola con 1/3 di acqua, 1/3 di aceto, e 1/3 di olio faccio lessare al dente i peperoni poi li taglio a liste larghe due dita e li metto in una teglia.

In acqua e succo di limone faccio lessare i cardi al dente e li taglio a pezzetti lunghi 5 cm. Poi li metto in una teglia.

Con una parte di bagna cauda copro sia i peperoni che i cardi e li passo in forno a 160° per circa 10 minuti.

Nel tegame con la restante bagna cauda metto il cavolo bianco tagliato finemente e lo faccio cuocere per circa 45 minuti aggiungendo, se necessario dell’acqua calda.

Servo le verdure con la bagna cauda caldissime.

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il primo piatto

i gnocchetti in brodo di carne…

Ingredienti: 6 uova, 60 gr. di burro, 220 gr. di semolino, 80 gr. di parmigiano grattugiato, buon brodo di carne.

In una ampia ciotola sguscio le uova, aggiungo il burro ammorbidito e mescolando con un cucchiaio di legno poco alla volta verso il semolino e il parmigiano.

In una pentola porto a bollore il brodo e vi tuffo a piccoli cucchiaini il composto: si formeranno dei gnocchetti che quando vengono a galla sono già pronti per essere  messi in una zuppiera con il brodo e serviti.

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il secondo piatto

i fagottini con  crema alla gallina e sedano

Ingredienti: 1 gallina 1 cipolla, 1 carota, 4 costole di sedano, 1 bicchiere di vino bianco secco, burro, sale.

Ingredienti per la besciamella: 3 cucchiai di  farina ,una noce di burro, brodo di gallina, parmigiano grattugiato.

Ingredienti per le frittatine: 2 uova, acqua e farina in pari dosi.

In un  largo tegame faccio appassire nel burro la cipolla finemente affettata, quando è trasparente metto la gallina e la faccio rosolare da tutti i lati, poi la copro d’acqua e la faccio bollire. A metà cottura aggiungo al brodo il vino.

In una pentola in poca acqua bollente salata faccio cuocere il sedano al dente e tagliato a rondelle.

In un tegamino preparo la besciamella con la farina, il burro e il brodo e in questa salsa metto il sedano, la gallina disossata e tagliata a piccoli pezzetti e il parmigiano.

In una ciotola sbatto le uova con la farina e l’acqua fino ad ottenere una pastella piuttosto liquida e preparo 4 frittatine della stessa grandezza che dispongo su di un piatto da portata. Sopra ogni frittatina metto un po’ di salsa alla gallina, le chiudo a metà e le ricopro con la salsa avanzata. La servo ben calda.

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il contorno

le patate al gratin…

Ingredienti: 6 patate, 1 uovo, 1 fetta di pane casereccio, 1 ciuffo di prezzemolo, una noce di burro, sale, pepe.

In una pentola in acqua leggermente salata faccio lessare le patate, quando sono ancora al dente le scolo, le sbuccio e  le faccio raffreddare. Le passo prima nelle uova sbattute con un pizzico di sale, poi nel pane sbriciolato mescolato al prezzemolo tritato  e  le metto in una teglia da forno imburrata; le cospargo di fiocchetti di burro e le faccio dorare nel forno fino a che sono ben croccanti. Le servo ben calde.

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il dolce

la bavarese all’arancia…

Ingredienti: 2 fette di panettone alte 3 cm l’una una di diametro più piccolo dell’altro, 4 uova, 100 gr. di zucchero, il succo di 4 arance, 10 fogli di gelatina, 400 gr. di panna montata, Grand Marnier, zucchero a velo.

Sul fondo di uno stampo da budino metto il disco più piccolo di panettone, lo bagno con il Grand Marnier.

In un pentolino preparo uno sciroppo facendo sciogliere lo zucchero con 3 cucchiai di acqua; in un altro pentolino faccio sciogliere i fogli di gelatina ammollati e strizzati nel succo di arancia, poi verso tutto nel pentolino dello sciroppo; aggiungo i tuorli sbattuti, li mescole bene con un cucchiaio di legno e quando la crema è ben raffreddata aggiungo la panna ben montata. Verso questo composto nello stampo sopra la fetta di panettone, appoggio il secondo disco di panettone bagnato con il Grand Marnier  schiacciando bene con le mani per fare uscire le bolle d’aria e metto in frigorifero a raffreddare per un paio d’ore.

Al momento di servire immergo lo stampo velocemente in acqua bollente e lo sformo su di un piatto da portata.

Spolverizzo di zucchero a velo e metto in tavola.

 


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