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A. M. Trucco: è veramente utopia la pace? – 1

Creato il 29 settembre 2011 da Elvio Ciccardini @articolando

Questo post nasce dalla lettura di un libretto del 1928, scritto da A.M. Trucco e pubblicato dalla S. A. Hallesint Edizioni di Roma. Il titolo della pubblicazione è: “E’ veramente utopia la Pace”?

Il sottotitolo è: No! Sarà conquistata dalla “Camera Mondiale del Commercio” perchè in grado di aprire sbocchi illimitati alla produzione di ogni plaga e nazione, mercè – ecco la grande novità economica! – il prodigioso accrescimento della produzione mondiale.

L’assunto su cui si sviluppa il pensiero di Trucco è che le ferite dell’egoismo possano battersi con l’egoismo. All’epoca il progresso tecnologico sortiva effetti ancor più evidenti sulle persone. La macchina stava sostituendo progressivamente l’uomo e il sistema produttivo aumentava esponenzialmente la sua produttività. Oggi, non riusciremmo a pensare ad un’azienda in cui l’uomo non si avvale di impianti e macchinari.

Questo progresso, secondo Trucco, è frutto della “sete di lucro” o “egoismo economico”. Contro questa sete, la Chiesa e la politica agiscono attraverso la predicazione del minor consumo, esaltando la miseria come fonte della ricchezza e attraverso l’imposizione fiscale.

Trucco, al contrario, afferma: “Nel corso dei secoli nessuno mi ha mai preceduto nella concezione del proposito di valermi della stessa sete di lucro che determina il meraviglioso progresso economico, politico e religioso, col costringere e dar modo ad ogni aggregato, ad ogni individuo, di amare veramente il prossimo come se stesso con lo stimolo irresistibile del proprio egoismo”.

Si tratta di un paradosso concettuale. Anche oggi, l’egoismo viene considerato quale fonte di ogni malanno. Ma Trucco, associa l’egoismo alla moneta e critica la credenza che essa possieda la dote di misurare il valore, inteso sia come diritto (all’utilità del valore o al comperare), sia come dovere (di cooperare al sommo bene di tutti).

La moneta sarebbe solamente uno strumento per agevolare gli scambi e per comporre la società d’individui, dotati di eguali diritti a cui corrispondono eguali doveri, occorre disciplinare le oscillazioni di reciproco equilibrio dei prezzi mondiali.

I n particolare, la variazione dei prezzi viene vista come una delle cause principali per superare le difficoltà di soddisfazione dei bisogni fondamentali delle popolazioni. Questo problema, secondo Trucco, può essere superato con l’introduzione di un sistema per la regolazione delle variazioni di velocità di circolazione.

Tale regolazione poteva avvenire solo attraverso la costituzione di un mercato mondiale nel quale si potessero realizzare due tipi di contratti: di emissione di assegni circolari mondiali (che accelererebbe la velocità dall’una alle altre località mondiali), di emissione di una cambiale mondiale redditizia (che renderebbe possibile l’andirivieni degli assegni circolari mondiali). Ciò assicurerebbe il pagamento quotidiano dei saldi internazionali, che oggi chiameremmo i saldi della bilancia commerciale tra importazioni ed esportazioni. L’obiettivo finale sarebbe il reciproco equilibrio dei prezzi mondiali.

Con queste considerazioni si chiude la prefazione al libretto nato per diffondere l’hallesismo e per convincere i lettori che “l’organo mondiale – la Hallesint Fondazione Universale – provocherà l’avvento di un mondo totalmente nuovo sulle rovine del vecchio”.



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