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A secco

Creato il 06 novembre 2012 da Simone D'Angelo @SimonDangel
A secco

A Roma intere zone sono senza acqua corrente

Sembra assurdo ma a Roma ci sono zone senza acqua corrente. Una di queste è la zona del Municipio Roma XIX, chiamata Testa di Lepre. La rete idrica obsoleta, sulla quale i lavori di ammodernamento non sono stati mai eseguiti, impedisce oggi l’erogazione dell’acqua e ha tagliato completamente l’approvigionamento idrico privato e pubblico (rubinetti e fontane).

Da aprile ben 600 utenti si sono visti tagliare completamente la fornitura di acqua. Durante il primo mese le carenze sono state sopperite dalle forniture tampone delle autobotti, prima organizzate in orari assurdi (il mattino presto o la sera tardi), poi con più regolarità. Oggi, da più di un mese, manca l’acqua in almeno 120 case del Municipio Roma XIX. Oltre all’enorme costo sociale, allo spreco idrico e all’interruzione di pubblico servizio, i rischi per la salute e le condizioni igieniche sono assolutamente evidenti.

La responsabilità è di tutti e di nessuno. Per il Municipio XIX e l’Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione del Lazio, la società pubblica che gestisce gli acquedotti) «la crisi idrica è connessa alle significative variazioni apportate dagli interventi effettuati dall’Acea Ato 2 nonché alla mancata fornitura di più ampia potenza di energia elettrica, a suo tempo richiesto da Arsial». Di parere opposto Acea, che rimpalla ad Arsial le responsabilità: «Le zone rurali dell’Agro Romano sono alimentate da acquedotti realizzati da Arsial, le cui risorse idriche di alimentazione erano all’origine solamente quelle locali, vale a dire sorgenti e pozzi». Tuttavia, nel protocollo d’intesa del 2004, Acea si faceva carico del risanamento degli acquedotti Arsial.

Sulla vicenda il Comune tace in modo assordante. Acea fa sapere che si accorderà con Arsial per trovare una soluzione, trasferendo la proprietà degli acquedotti, ma con un contenzioso già in atto. Chi ne fa le spese, nel frattempo, sono i cittadini.

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