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Beppe Grillo in tv. Un paio di aspetti che non capisco

Creato il 04 febbraio 2013 da Strippi
Beppe Grillo in tv. Un paio di aspetti che non capiscoFoto tratta da magnacciosatirico.com
Beppe Grillo andà in tv. Rifiuterà i talk show quindi lo vedremo o in una tribuna politica -spero di no- o in uno studio con un solo giornalista a fare domande e lui a monologare senza avversari.
Potrei parlarvi dell'incoerenza- grande come una palazzina- di chi da anni demonizza la televisione e lancia anatemi contro quei cinquestellati rei di non rispettare lo statuto interno, in cui appunto si vieta la presenza televisiva.
Potrei ma non lo farò. Non lo faro perchè sono altri i quesiti a cui vorrei avere risposta.
Perchè non i talk show?
Ritengo che il punto di forza del movimento 5 stelle sia la verità. La capacità di poter rispondere puntualmente con i fatti alle promesse e agli omissis dei politicanti di mestiere.
Gli inceneritori, le contingenze con il mondo finanziario, i finanziamenti spariti, la politica malata.
Come sfruttare questa capacità? A mio parere con lo scontro diretto, con il talk show appunto, dove un politico pontifica fregnacce e il grillino gliele smonta punto per punto.
Sarebbe un gran bel momento di televisione, di informazione e sopratutto un passo avanti nel modo di concepire la politica.
Se si rifugge lo scontro diretto mi viene un malizioso dubbio, non è che i vari candidati eleggibili non sono in grado di reggere alla pressione della disfida?
Da qui la seconda domanda
Perchè Grillo?
In televisione ci vanno i capi lista, i candidati premier, i capi di coalizione, gli esponenti di partito che concorrono per un seggio parlamentare, insomma gente a cui potremmo voler affidare il nostro voto, partecipanti alla corsa per riempire uno scranno.
Ma Grillo no, Grillo non è eleggibile, una delle poche certezze di queste elezioni politiche è che comunque vada a finire Beppe Grillo non siederà in parlamento.
E allora perchè va lui in televisione?.
Onestamente preferirei vedere le facce dei vari candidati del Movimento, sentire le loro idee, vedere come reagiscono alla pressione della vita politica, criticarli se dovessero lasciarsi andare a gaffe oscene o esaltarli se se ne uscissero con proposte geniali.
Invece si pretende il voto a scatola chiusa, sulla fiducia nel movimento e non nei suoi candidati. Si chiede agli elettori un atto di fede, in netto contrasto con il concetto di democrazia diretta.
Se Grillo si espone in prima persona, sempre lui, solo lui, può essere determinato, a mio parere, da due fattori.
O eccesso di protagonismo da parte dell'ex comico, o poca fiducia nelle capacità dei candidati, assomiglianti sempre più a dilettanti talmente allo sbaraglio che anche chi li candida ha paura di farli parlare per il timore di ciò che potrebbero dire.
Mentre nella mia testa affiora il malinconico ricordo del movimento studentesco del' "l'Onda"  sale il timore che anche il Movimento 5 Stelle possa rimanere soltanto un enorme occasione sprecata

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