Gli agenti della squadra mobile di Caserta diretta dal vicequestore Angelo Morabito hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal giudice delle indagini preliminari su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia una discarica situata a Lusciano nel Casertano. Due gli indagati accusati di gestione di rifiuti non autorizzata e attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti aggravati dal fine di agevolare il clan dei Casalesi-gruppo Bidognetti. Il terreno agricolo in questione, utilizzato come discarica è di proprietà di N.M. 58 anni, l'altro indagato è l'imprenditore E.R. di 62 anni.
Il provvedimento è stato emesso a seguito di un'indagine della squadra mobile casertana coordinata dai pm della Dda Alessandro Milita e Giovanni Conzo. L'indagine è nata a seguito della collaborazione intrapresa con gli inquirenti dell'imprenditore Vassallo il quale avrebbe svelato l'esistenza di un vero e proprio 'cartellò di aziende operanti nel settore della gestione dei rifiuti tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90.
Tale 'cartellò di aziende aveva instaurato un regime di monopolio imponendo sul mercato, abbattendo i costi di esercizio grazie allo smaltimento illecito e abusivo di ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani, speciali, tossici e nocivi in una serie di discariche anche clandestine poste nella disponibilità diretta o indiretta del clan dei Casalesi. Il contributo del collaboratore di giustizia è risultato di assoluto rilievo trattandosi di un imprenditore che per oltre 10 anni insieme alla famiglia aveva operato nel settore dello smaltimento dei rifiuti attraverso la società 'Nuovambiente srl' che gestiva alcune delle discariche oggetto di indagine divenendo anche il principale referente nel settore del gruppo capeggiato dal boss dei casalesi Francesco Bidognetti.
L'area sequestrata stamattina dagli agenti della Squadra mobile di Caserta diretta dal vicequestore Angelo Morabito e della sezione distaccata di Casal di Principe diretta dal vicequestore Alessandro Tocco, un terreno agricolo di proprietà di Mariniello dell'estensione di circa 20 mila metri quadrati costituisce uno dei numerosi siti dove sono stati smaltiti illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti nocivi e pericolosi provenienti dall'impianto di compostaggio di Trentola Ducenta di Elio Roma.
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