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Coccodrilli /1

Creato il 06 novembre 2011 da Ilpescatorediperle
"Oh sì, ve lo dico io: quello c'aveva una specie di fluido nelle mani che impediva al demonio di avvicinarsi e lo faceva fuggire."Ieri notte se ne è andato Gustavo Germontano, il noto sedicente esorcista. Aveva 73 anni. A parlare è una sua, come definirla: paziente? cliente? devota? "Dica pure: miracolata, dica." Noi diciamo pure che si chiama Maria."E io che pensavo di avere l'alluce valgo. No, c'avevo il demonio in corpo, c'avevo." Maria non ha dubbi: Germontano l'ha salvata. "E ora che il mio salvatore è morto posso rivelare tutto sulle sue tecniche." In realtà, contrariamente a quanto si pensa in genere, Germontano non aveva affatto delle "tecniche". Maria sostiene che lui si limitava a osservare ossessivamente l'indemoniato e a ripetere con spasimi e singulti la parola "tascapane!". Giunto al parossismo, il demonio se ne usciva dai lombi della vittima urlando "sacripante!" nei confronti del Germontano, e l'esorcismo poteva dirsi compiuto.
L'ex indemoniata ritiene, su una scala di valutazione predisposta all'uopo dal Comitato Italiano per il Controllo delle informazioni sul Paranormale di Piero Angela, di essere stata "spremuta come un limone" e "vivificata alquanto" dalle note abilità esorcistiche del Germontano. "Non dico che mi abbia chiesto un cesto di uva fragolina per il suo servizio, però, insomma, per una cosa così, una è anche ben disposta a pagare. Dico, ma dove lo trovate un esorcista oggigiorno?"Già, dove. Sia come sia, sappiamo da dove viene Germontano. Nato a Pistoia il 24 maggio del '38, si dice che a 3 anni sia riuscito a scacciare per la prima volta il diavolo che insidiava la sua balia asciutta gorgheggiando "Il negro Zumbon". Ma è a partire dagli anni Cinquanta che, accanto alla professione ufficiale di tapparellista, comincia a ricevere a casa ossessi e indemoniati. La sua fama è sempre stata, come accade in questi casi, un po' sottotraccia. Poco noto al grande pubblico, godeva della stima di un'accolita lievemente isterica che si nutriva di pubblicazioni come "Belzebù non ce più", una delle tante fanzine agiografiche che nacquero come funghi tra i suoi autoproclamatisi "guariti".Fu solo quando, nel 1996, fu citato in tribunale da tale Maria Italia Salina, con l'accusa di averle spillato un milione di lire senza averla guarita (per dimostrarlo vomitò una sveglia e uno xilofono pezzo per pezzo nel mentre di un'impressionante conferenza stampa, urlando "Caina attende!"), che Germontano divenne improvvisamente celebre.Ma si trattava di un tipo di notorietà che non gradiva (per non parlare del processo). Decise così di darsi alla macchia e per molto tempo non si seppe più nulla di lui. Certo, ci fu quell'avvistamento nei dintorni di Pescasseroli, da parte di quel riparatore di mietitrebbie, ma dopotutto non è certo si trattasse di Germontano (il testimone ebbe qualche incertezza nell'identificarlo quando gli furono mostrate una foto dello stesso e una di donna Rachele Mussolini). Ma forse il meccanico aveva ragione: pochi mesi dopo, infatti, Germontano tornò, letteralmente, sulle scene. Fu ritrovato a Pescara, mentre declamava una sua personale traduzione in basco de "La figlia di Iorio" (o i versi di un trovatore provenzale minore, tale Scagnozzo Valder).Portato a processo, invocò l'infermità mentale, che gli fu concessa, con la motivazione: "in fondo, perché no"."E' che se la facevano sotto", butta ancora lì Maria. "Cioè, mica erano scemi: quatti quatti un po' di strizza ce l'avevano che i suoi poteri esistessero davvero. Avran pensato: "Magari funzionano pure al contrario, e se lo puniamo questo ci scatena il diavolo, a noi". "Comunque, Germontano se la cavò con qualche risarcimento. "Ma non l'ha pagato lui, ci scommetto. Sa quanti ammiratori aveva? Nelle alte sfere, dico", sussurra l'ex indemoniata, indicando un punto imprecisato in fondo alla strada, che però ha tutta l'aria di una lavanderia a gettoni. "Gente disposta a pagare per farlo uscire, dico."E' stato così forse per la sua morte? Qualcuno ha pagano per farlo ... uscire di scena? Le circostanze della sua sparizione rimangono inspiegabili.E' stata l'infermiera che gli faceva ogni settimana le iniezioni contro il diabete a scoprirlo ("Lucifero fa venir voglia di dolci al cioccolato", era uno dei suoi motti preferiti). O meglio, a rinvenire l'affossamento del divano su cui senza dubbio si era accoccolato, la televisione accesa su un programma nostalgico su Orietta Berti. Ma di lui, nessuna traccia. "Sembra evaporato", sono state le parole della punturiera."Nessuna persona sana di mente lascerebbe questo mondo mentre canta Orietta Berti", sentenzia Maria. Perché sarebbe un ultimo ricordo triste di questo mondo? O perché sarebbe impensabile perdersi l'ennesima interpretazione di "Tipitipitì"? Maria non sa. O comunque non risponde. Mentre, letteralmente, scivola verso una friggitoria, la sentiamo sibilare "Sacripante!". Ed ecco, è sparita, inghiottita nella folla cittadina o in qualche antro più infuocato di una rivendita di supplì al telefono.
Coccodrilli /1da TEMPI FRU FRU http://www.tempifrufru.blogspot.com

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