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«Credo nel matrimonio uomo e donna», i gay gli danneggiano il fast food

Creato il 29 agosto 2012 da Uccronline

«Credo nel matrimonio uomo e donna», i gay gli danneggiano il fast foodL’editorialista di “Spiked online”, Brendan O’Neill criticando recentemente la reazione omosessualista intrisa di razzismo verso gli abitanti del Nord Carolina che hanno democraticamente rifiutato il matrimonio omosessuale, ha commentato: «Essere contro il matrimonio gay può ora essere visto quasi come un atto di ribellione politica, contro una élite lontana che teme e detesta chi non è come lei».

Che vi sia una vera e propria “caccia alle streghe” verso chi osa smarcarsi dal mainstream omosessuale imposto dai media è ormai evidente a tutti. Più volte abbiamo segnalato casi di vera e propria discriminazione, ricordiamo le minacce di morte all’intellettuale laica Melanie Phillips, la quale ha osato criticare sul “Daily Mail” i programmi educativi del governo che obbligano i bambini ad essere «bombardati dai riferimenti sugli omosessuali in ogni materia scolastica»le minacce di stupro verso la figlia del senatore democratico Ruben Diaz Sr. che difendeva il matrimonio tradizionale, il violento agguato notturno al sindaco di Madrid Alberto Gallardon, a sua moglie e ai suoi figli, perché aveva chiesto di diminuire il volume della musica durante il “Gay Pride”le bottigliate contro la manifestazione pacifica di “American Society for the Defense of Tradition, Family and Property” a New York, l’aggressione ai fedeli durante una funzione religiosa a Milano, il dimezzamento delle stipendio di Adrian Smith, padre di due bambini, per aver scritto sul suo profilo Facebook privato che il matrimonio è “fra uomo e donna”, ecc.

L’ultimo a subirne le conseguenze è stato Dan Cathy, imprenditore a capo della catena americana di ristorazione ”Chick-fil-A” e noto critico del matrimonio omosessuale. In una recente intervista ha ribadito la posizione spiegando che la sua catena alimentare (1.610 punti di ristorazione, specializzata in sandwich di pollo) è una azienda a conduzione familiare crede nei valori della famiglia tradizionale, ovvero quella che nasce dall’unione tra un uomo e una donna. Apriti cielo, non l’avesse mai detto!

Le associazioni gay hanno organizzato boicottaggi ai suoi fast food e baci davanti ai ristoranti, i sindaci delle città di Boston, Chicago e Washington hanno minacciato di mettere al bando i “Chick-fil-A”, mentre la portavoce del consiglio comunale di New York, Christine Quinn (notoriamente gay) ha chiesto la chiusura del ristorante della catena a Manhattan. Fortunatamente il sindaco Bloomberg ha stigmatizzato il tentativo. Altri sindaci di diverse città hanno invece offerto solidarietà a Dan Cathy, Jim Furman, padrone di una società che gestisce 73 ristoranti della catena Wendy, ha fatto mettere davanti ai suoi fast food cartelli di solidarietà nei confronti della società rivale e di Cathy, e un segno di solidarietà è arrivato dai cittadini americani, tanto che i ristoranti della catena sono stati presi letteralmente d’assalto. Chicago, le città del New Jersey, Atlanta ecc. hanno visto formarsi lunghissime file di gente, con “vendite record” secondo il comunicato di “Chick-fil-A”. Solo in Arkansas si parla di 650mila persona.

Il progressista “New York Times” ha condannato le parole dell’imprenditore (cosa obbligatoria per chi vuole continuare a fare giornalismo ormai), ma spiegando che rimangono all’interno della libertà di espressione. Questo diritto di espressione non è stato accettato nemmeno questa volta dalla lobby omosessuale la quale, nonostante la compagnia abbia precisato che  pur essendo contraria alle unioni omosessuali non ha mai fatto alcuna discriminazione tra i suoi 20 mila dipendenti (tra i quali molti gay), né tra i clienti, ha penato bene di sfogare la sua ira vandalizzando diversi ristoranti della catena di “Chick-fil-A”. E’ accaduto ad esempio in Georgia, ma anche ad un ristorante  nella città di Frederick, nel Maryland e a Torrance in California, dove gli autori hanno spiegato di aver agito così per «promuovere un dibattito sulla tolleranza e l’accettazione». Atti di vandalismo anche a St. Luoise, mentre a Chicago un sacerdote, Gerald O’Reilly, è stato verbalmente aggredito e insultato dai membri di “Gay Liberation Network” per aver recitato qualche preghiera in risposta ad una loro manifestazione all’esterno di un fast food (il video più sotto).

A questo punto qualcuno ha messo in giro la voce che all’interno dei ristoranti della catena “Chick-fil-A” si venderebbero sandwich chiamati “Dio odia i froci” e “Pollo all’immigrato clandestino”. Se questo fosse vero sarebbe senza dubbio da condannare, ma pare che non vi siano fonti attendibili in quanto nessun autorevole quotidiano internazionale ha riportato la notizia (e la cosa è davvero strana, se fosse vero), a parte alcuni blog e piccoli siti web di parte, privi di fonte. Altri hanno anche sostenuto che Cathy abbia finanziato gruppi coinvolti in reati come la pedofilia, ma anche in questo caso scarseggiano le fonti, rimarrebbe ovviamente la condanna se fosse vero ma non inficerebbe in alcun modo il valore della libertà d’espressione circa l’opposizione alle nozze gay e la gravità per l’ennesima discriminazione subita.

 

Qui sotto il video con l’aggressione verbale al sacerdote (si odono distintamente gli epiteti “merda, merda, merda” rivolte al religioso)


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