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dal diario di un'adolescente nazione

Creato il 25 marzo 2011 da Bonny

dal diario di un'adolescente nazione

Pochi giorni fa ho compiuto gli anni e sono entrata in quella che gli esperti considerano l'adolescenza. Lo so, non sembro così giovane. giunta ad una fase importante della mia vita, mi sono guardata alle spalle, per capire perchè il mio volto così giovane è solcato da tante rughe, che mi fanno sembrare così vecchia.

Nasco il 17 Marzo 1861 grazia all’aiuto di un barbuto in camicia rossa ed a mille dei suoi amici e come molte delle mie amiche divento una monarchia costituzionale. Dopo pochi anni dalla mia nascita il mio padrino, Giovanni Giolitti, si impegno istruendomi alla modernizzazione economica politica, sociale e culturale.

Seguendo l’esempio delle mia amiche bullette, ho fatto brutto alle altre nazioni, ragazze talmente deboli ed inermi che mi hanno portato solo dei guai. Intanto altre mie amiche arrivate ai ferri corti tra loro hanno fatto scoppiare la prima grande guerra. Io decido di restare neutrale, salvo poi cambiare idea col segreto patto di Londra schierandomi contro le mie migliori amiche e la nostra confraternita che chiamavamo Triplice Alleanza, beh non sarò mai una alleata molto affidabile. Fu così che il 24 maggio 1915 il mio esercito comandato dal Generale Cadorna spara la prima cannonata. Il generale a seguito della disfatta di caporetto fu sostituito dal collega Armando Diaz, il cui nome sarà sulla bocca di tutti quasi un secolo dopo per una scuola a lui intitolata a Genova, ma questa è un'altra storia.

Il 3 novembre del 18 firmo l'armistizio, dopo la cacciata degli austroungarici concludendo così la mia unificazione con l'annessione del Trentino, del Friuli Venezia Giulia e di qualche territorio in Istria. Fu, quindi, a pochi anni dalla mia nascita che si formarono le prime rughe sul mio volto, rughe dovute a più di 1 milione di morti, economia al collasso e il malcontento generale per aver ottenuto meno di quanto promesso.

Di questo clima ne approfittò un nano pelato, no…. non mi riferisco a quello dei giorni nostri, ma ad un tale di nome Benito Mussolini. All'inizio la sua l'ideologia non era ben chiara, se non andare contro le altre ideologie, io non feci niente e lasciai fare, fino a quando pochi scalmanati in camicia nera, guidati dal nano pelato, fecero una marcetta prendendo il potere trasformandomi in una dittatura togliendomi ogni sorta di libertà.

Inizia così il peggior periodo della mia vita.

Come prima cosa, il Duce firma a nome mio i patti lateranensi, errore che pago ancora oggi. Seguirono poi modifiche socio-culturali atte ad aumentare il suo consenso ed a mantenere il popolo nell'ignoranza ed indottrinandolo fin dalla nascita. Il peggio avvenne con la pubblicazione de “il manifesto della razza”, firmato da presunti luminari italiani, con le conseguenti leggi razziali.

Intanto a scuola si fece largo la più bulla di tutte le mie amiche che insieme ad un nano con i baffetti, e non mi riferisco al mio attuale ministro della difesa, sottomette tutte le mie vicine e ci trascina in un nuovo conflitto mondiale. Spinta dalla amicizia dei due nanetti vengo trascinata in questo conflitto senza averne le capacità, ed infatti da subito si capisce che sarebbe finita male. Presi scoppole a destra e a manca dagli alleati, fino a quando non pensai di sciogliere la mia alleanza con i mangia patate e schierarmi con i mangia rane, i ciuccia thé e quelli della coca cola. Ve l’ho detto non sono una di cui ci si può fidare. Questo mi porta ad una spaccatura interna ed alla guerra civile… italiani che ammazzavano altri italiani e per cosa poi?

Per fortuna il 25 aprile del 1945 torno la pace e ripresi la mia libertà. Ma ancora una volta molte rughe cominciarono ad apparire sul mio volto, la guerra mondiale e quella civile mi aveva segnato. Quelli che seguirono furono anni difficili, con tutti i morti in guerra, il territorio dilaniato e l'economia prosciugata.

Il 2 Giugno 1946 subisco una modifica fondamentale per il corso della mia storia, con un referendum a suffragio universale, per la prima volta, i miei cittadini, tramite referendum, decidono di trasformarmi in una repubblica, abbandonando la vecchia corona e lo scettro ammuffito. Beh, ad essere sinceri non furono proprio i cittadini a decidere, infatti, la mia quasi coscritta al di là dell’oceano influenzò la mia maturazione politica tramite le ingerenze della CIA, presenza che diventerà cruciale da qui in poi nella mia storia. Intanto c'è fermento nell'aria, si forma l'assemblea costituente che partorisce la costituzione della repubblica italiana, un capolavoro giuridico, a dire di molti la migliore carta costituzionale del mondo, che entra in vigore il 1 gennaio 1948.

I mangia Hamburger non si limitarono ad influenzare il mio sistema di governo, ma con l’aiuto di due delle più vecchi istituzioni presenti sul mio territorio (per capirci mi riferisco a quelli con la coppola ed a quelli delle case dorate) marchiarono i primi quarantenni della mia repubblica con lo scudo crociato. Quelli che seguirono furono anni felici, le condizioni di vita in seguito al boom economico migliorarono notevolmente. Arrivò il periodo della contestazione, io lo vissi in maniera molto minore rispetto alle mie amiche, ma questo clima mi trascinò nei cosiddetti anni di piombo, in cui due fratelli, uno dai capelli rossi ed uno dai capelli neri, cercarono di prendere il potere con la forza. In pochi anni invecchiai di secoli, i miei palazzi si riempirono di faccendieri e mafiosi ed il sangue scorreva a fiumi sulle mie strade. Il culmine lo si raggiunse con la strage della stazione di Bologna, il 2 agosto 1980, che fece 85 morti e 200 feriti, la peggiore prima delle torri gemelle e con il rapimento e l’omicidio del presidente della camera Aldo Moro. Ancora adesso, la verità di quegli anni, la conoscono solo alcuni dei miei figli, anche se a fronte di ciò, non li considero più tali.

In occasione del mio 120esimo compleanno, fu scoperta una lista di appartenenti ad una loggia massonica segreta chiamata propaganda 2 o più semplicemente P2, in cui figuravano miei servitori, imprenditori che traevano diversi benefici con l'appartenenza ad essa e mi sfruttavano per i loro scopi. Tra i nomi c'era anche un imprenditore brianzolo che diventerà (ahimè) il mio volto. In questi anni il mio simbolo passò dallo scudo crociato al garofano rosso. Furono gli anni della Milano da bere, gli anni delle vacche grasse, dei tentativi di colpi di stato occulti, di tangenti, corruzione e dello stato al servizio dei potenti.

Arrivò il 1992 e grazie a 3 servitori dello stato si fece luce sui loschi affari di quel mondo che da li a poco sarebbe diventata la Casta. Fu l’anno dei ribaltoni di governo, di parlamentari ed imprenditori di fronte alla dea bendata e soprattutto fu l’anno della cacciata, a suon di lanci di monete, del presidente del consiglio Bottino Craxi, poi resosi LATITANTE (e non esule come vi continuano a dire) in Tunisia per evitare la galera. Ma soprattutto fu la fine della prima repubblica e all'inizio della seconda repubblica che trasformerà l’elettorato in pubblico televisivo. Tutto questo fu chiamato Tangentopoli.

La mia fu una pubertà travagliata, perché quelli furono anche gli anni della Piovra militare che mi mise a ferro e fuoco per sottomettermi al suo controllo. Ci andarono di mezzo anche due miei illustri servitori, che si erano schierati per difendere la mia legalità, tali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vilmente uccisi.

Le elezioni politiche del 1994 segnarono una svolta nel mio panorama politico con la vittoria di un imprenditore brianzolo, possessore di assicurazioni, emittenti televisive, testate giornalistiche, case editrici e chi più ne ha più ne metta, chiamato Silvio Berlusconi, un nano pelato lombardo affetto da megalomania. In 15 anni è riuscito a cambiare completamente la mentalità dei miei figli, trasformandoli da elettori a spettatori, riuscendo persino a stravolgere il significato delle parole, ma a loro va bene così. E’ riuscito ad emanare leggi che gli hanno consentito l’impunità, mi ha sfruttato per arricchirsi ulteriormente, ha trasformato il mio governo in un circo di nani pagliacci e ballerine,mi fa arrossire per la vergogna con i miei colleghi, ma, in tutto questo, i miei figli subiscono e non si ribellano. Si vede che a loro va bene così.

Arrivata a 150 anni, finalmente ho potuto festeggiare il mio compleanno, anche se con molte polemiche, tra chi non si riconosce in me e con i miei simboli si pulisce il culo (ma che il 27 di ogni mese riconoscono benissimo la ricca busta paga che porta il nome di repubblica italiana come datore di lavoro), tra chi dice che sarebbe stato meglio non fossi mai nata, ma fortunatamente c'è chi il 17 marzo 2011 è sceso in piazza nella sua città celebrandomi o semplicemente ha esposto il tricolore alla finestra senza che la nazionale di calcio abbia vinto
niente.


pensato e scritto assieme a http://pivo34.blogspot.com/


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