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Decreto Irpef, continuano le polemiche tra Renzi e il Senato

Creato il 09 maggio 2014 da Libera E Forte @liberaeforte

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Slitta da lunedì a martedì, su richiesta di Forza Italia e 5stelle, il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto Irpef nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Sempre per martedì sono previste le repliche di relatori e governo. Il via libera al provvedimento arriverà però solo dopo le Europee. Si punta al 27 maggio, ma bisognerà fare i conti con il numero degli emendamenti e i lavori dell’Assemblea. Il testo approderà in Aula con la coda di polemiche seguite al serrato braccio di ferro tra i tecnici della commissione Bilancio (che esprimono dubbi sulle coperture per i famosi 80 euro) e il presidente del Consiglio Renzi, che questa mattina in una trasmissione Mediaset ha bollato i rilievi come “tecnicamente falsi”. Affermazioni che arrivano tre giorni dopo – e forse in risposta – alle parole pronunciate nell’aula del Senato dal vicepresidente Roberto Calderoli, che, sostenuto dalle commissioni Bilancio e Finanze, aveva chiesto al capo del governo di smentire il termine “accozzaglia” con il quale lo stesso premier, secondo alcuni giornali, avrebbe definito il servizio tecnico di Palazzo Madama. Una smentita mai arrivata.

Mi faccio assolutamente garante dell’autonomia e dell’indipendenza degli uffici di Palazzo Madama”, assicura il presidente del Senato, Pietro Grasso, per il quale le analisi possono suscitare dibattiti sul piano tecnico e reazioni sul piano politico, ma mai accuse di falsità né sospetti di interessi corporativi o addirittura personali”. “L’unico faro dell’ufficio Bilancio” conclude Grasso “è il pieno rispetto dell’articolo 81 della nostra Costituzione, che impone che qualsiasi legge finanziaria abbia idonea copertura”.

Non è la prima volta che le valutazioni dei tecnici del Senato suscitano, da parte dei rappresentanti di governo, una reazione “tanto più stizzita quanto più i rilievi risultano fondati e condivisibili”, ricorda il viceministro all’economia Morando. In effetti, a scorrere gli archivi, emerge una lunga serie di osservazioni critiche su provvedimenti di politica economica: da Amato a Berlusconi, da Prodi a Monti e Letta, tutti sono incappati nello scoglio del servizio Bilancio, istituito nel 1988 proprio per analizzare gli effetti finanziari delle innovazioni legislative.

Marco Cecchini


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