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Dopo un anno di squalifica, il "partito degli onesti" torna in campo col suo solito schema: disprezzo delle regole e false promesse

Creato il 18 gennaio 2013 da David Incamicia @FuoriOndaBlog

Come scrive il quotidiano il futurista (a proposito, ben tornato online), ecco gli undici titolari con cui il Pdl si dovrebbe schierare alle elezioni di febbraio: Papa-Milanese-Cosentino; Dell’Utri-Cesaro-Moggi; Paolucci-Fazzone-Verdini; Fitto-Brancher. Allenatore: Berlusconi Silvio. Una squadra di inquisiti di lusso che può ovviamente contare su una panchina lunghissima piena di altri indagati, condannati e graziati da leggine ad personam o da autorizzazioni non concesse dai rami di un parlamento ridotto nell'ultima legislatura a bazar privato del Gran Visir di Arcore, intento non a risolvere i problemi degli italiani (avete forse scordato che per lui la crisi economica e sociale non c'è mai stata?), ma quelli dei vari manipoli di disponibili alla Scilipoti in cambio del sostegno alla Camera, e delle varie e ancor più disponibili "Olgettine" in cambio del silenzio in Tribunale.
L'elenco di impresentabili da tutelare offre la cifra di ciò che è stato in questi lunghi anni di potere quel soggetto politico che ancora oggi Alfano e Berlusconi, come novelli Totò e Peppino, continuano spudoratamente a spacciare per il "partito degli onesti" e perfino, talvolta, "dell'amore". Che poi all'atto pratico il Pdl evidenzi invece un DNA del tutto diverso, vale a dire fondato quasi statutariamente sull'uso spregiudicato e privatistico del potere, sul disprezzo di leggi e regole, sulla sfacciata attitudine propagandistica ad addossare la colpa delle proprie mancanze agli altri, su toni da guerra civile più che da confronto per il Paese e, naturalmente, sulle false promesse agli elettori per loro è solo un dettaglio insignificante.
Dunque, l'eredità che nonno Silvio lascia all'Italia (perché checché ne pensi qualche illuso ultimo giapponese nella trincea del berlusconismo, stavolta il Cav. perderà le elezioni) non comprende solo gli arcinoti conflitti di interesse e l'arricchimento del proprio patrimonio personale, oltre naturalmente a un cumulo di macerie civili e morali che non sarà facile rimuovere dalla nostra società, ma pure tutta una serie di fedeli deputati e senatori con noie giudiziarie. Accanto allo stesso capofila Berlusconi (otto archiviazioni di cui sei per mafia e riciclaggio e due per concorso in strage, sei prescrizioni, due assoluzioni per reato depenalizzato, tre processi in corso), sono infatti almeno 35 gli indagati o condannati che ambiscono a conservare lo scranno parlamentare facendosi rieleggere nelle liste del Pdl.
La lista completa la indica proprio il futurista:
Abrignani, indagato a Milano per la bancarotta Cip; Brancher, condannato in secondo grado per falso in bilancio; Berruti, condannato a otto mesi per favoreggiamento; Caliendo indagato nell’inchiesta sulla nuova P3; Camber condannato a otto mesi per millantato credito; Cantoni ha patteggiato due anni per corruzione; Ciarrapico cinque condanne definitive per falso e truffa; Comincioli imputato per false fatture e bilanci truccati di Publitalia, poi prescritto; Cosentino accusato di legami con il clan camorristico dei Casalesi e indagato per la P3; De Angelis condannato a cinque anni per banda armata; De Gregorio indagato per riciclaggio e favoreggiamento della camorra e corruzione; Dell’Utri condannato a sette anni in appello per concorso in associazione mafiosa per le contestazioni precedenti il 1992, indagato a Roma nell’inchiesta sulla P3; De Luca indagato per tentata corruzione in atti giudiziari; Farina ha patteggiato sei mesi per favoreggiamento nel processo Abu Omar; Fasano condannato a due anni per concussione nel 2007; Firrarello arrestato e condannato in primo grado a due anni e mezzo per turbativa d’asta per le tangenti sulla costruzione dell’ospedale Garibaldi; Fitto rinviato a giudizio per sei reati, prosciolto per altri cinque; Grillo salvato dal Senato che ha negato l’uso delle sue intercettazioni nell’ambito dell'inchiesta sulla Banca popolare di Lodi, prescritto a Genova per truffa; Landolfi indagato per corruzione e truffa; Matteoli rinviato a giudizio per favoreggiamento; Messina indagato per favoreggiamento; Nania condannato a sette mesi per lesioni e in primo grado per abusi edilizi; Nespoli accusato di bancarotta fraudolenta e riciclaggio; Nessa accusato di concussione; Paravia arrestato per corruzione nel 1995, prescritto nel 2004; Russo indagato per violazione della legge elettorale; Scapagnini indagato per abuso di ufficio aggravato; Sciascia condannato a due anni e mezzo per aver corrotto alcuni ufficiali della Guardia di Finanza; Simeoni indagato per associazione a delinquere e corruzione; Speciale condannato in appello a diciotto mesi per peculato perché ha utilizzato per scopi personali aerei della Fiamme Gialle; Tomassini condannato a tre anni per falso; Valentino indagato per favoreggiamento; Verdini indagato per l’inchiesta sulle Grandi opere e la P3.
Sarebbe questo il "partito degli onesti"? Cari Alfano e Berlusconi non ne abbiate ad offendervi, ma per quanto voi siate abili a mistificare la realtà e ad attirare qualche allocco suonando il piffero, "La banda degli onesti" dei falsari Totò e Peppino faceva molto più ridere...

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