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Draft 2015: Cauley-Stein, Turner e Kaminsky, gli altri lunghi

Creato il 09 giugno 2015 da Basketcaffe @basketcaffe
Cauley-Stein e Kaminsky - © 2015 USA TODAY Sports

Cauley-Stein e Kaminsky – © 2015 USA TODAY Sports

Il Draft 2015 si avvicina – sarà il 25 giugno prossimo – e tutte le squadre, fatta eccezione per Warriors e Cavaliers che si sfideranno nelle NBA Finals, sono al lavoro per cercare la loro migliore soluzione il giorno delle scelte. Grande curiosità attorno ai lunghi: salvo sorprese Karl-Anthony Towns e Jahlil Okafor saranno i primi chiamati, ma non saranno i soli. Tra gli altri il rim protector Willy Cauley-Stein di Kentucky, il bianco e tecnico Frank Kaminsky da Wisconsin e il progetto dal potenziale semi infinito Myles Turner da Texas. Ma non sono gli unici…

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WILLY CAULEY-STEIN

Willy Cauley-Stein, centro da oltre 210 cm per 110 kg da Kentucky, è un atleta spaventoso, con braccia lunghe, verticalità infinita, coordinazione e grande velocità nel correre il campo, doti che ha inevitabilmente conservato dall’esperienza come wide receiver del football. Nelle tre stagioni a Kentucky con coach Calipari non è mai andato in doppia cifra per punti o rimbalzi però, in circa 25 minuti di utilizzo medio, ha sempre prodotto almeno 8 punti con 6 rimbalzi, quasi 2 stoppate e circa il 60% al tiro. Non rientrano nei numeri però la presenza nei pressi del ferro, in difesa e in attacco, i tiri alterati, la mobilità, gli aiuti, tutti elementi che ne hanno fatto il difensore dell’anno della SEC nell’ultima stagione, quella che ha visto UK ad un passo dal titolo con perfect season.

Il paragone che più si sente per Cauley-Stein è quello con Tyson Chandler per tutti i motivi di cui sopra e a maggior ragione nell’NBA di oggi è molto ricercato un rim protector del genere capace di correre il campo e difendere bene sul pick and roll e in occorrenza cambiare sugli esterni, vista la grande mobilità. Piace molto ai Knicks che cercano un lungo del genere ma alla 4 sarebbe eccessivo: ecco perchè non stupirebbe vedere New York scambiare e scendere nel Draft per prenderlo. Lo seguono anche i Kings, dove farebbe un tandem di ex Wildcats con Cousins, e gli Hornets.

FRANK KAMISNKY

Giocatore diametralmente opposto a Cauley-Stein è Frank “The Tank” Kaminsky, il lungagnone bianco da Wisconsin capace, in quattro anni di college, di portare i Badgers a due Final Four consecutive e a vincere il AP Player of the Year e il Wooden Award NCAA. Kaminsky, dopo due anni di anonimato, è esploso nell’anno da junior (14+6) e nell’ultima stagione è stato super, viaggiando a 19 punti, 8 rimbalzi, oltre 2 assist, quasi 2 stoppate a sera col 55% dal campo, il 42% da tre e il 78% ai liberi. E’ il classico lungo bianco che molti paragonano ad Andrea Bargnani – oltre che a Channing Frye e Kelly Olynyk – per la pericolosità da 7 metri ma anche per la capacità di mettere palla per terra e battere l’uomo dal palleggio.

Ha grande tecnica, visione di gioco, tanti movimenti spalle a canestro ed ha mentalità vincente, istinti e sempre notevole concentrazione. I suoi limiti sono evidentemente fisici (214 cm per 105 kg) visto che non è molto esplosivo, deve rafforzarsi muscolarmente e migliorare la mobilità dato che paga soprattutto in difesa. Può diventare un grande giocatore uscendo dalla panchina in squadre di alto livello, alla Mirotic per intenderci. Dovrebbe andare intorno alla metà del primo giro: tra la 12 dei Jazz e la 17 dei Bucks, squadra di casa essendo andato a Wisconsin. Opinione personale: chi lo prende fa un affare.

MYLES TURNER

Myles Turner era atteso ad una grande stagione a Texas. Era il numero 2 del ranking liceale Espn dietro al solo Okafor ma, nonostante l’enorme potenziale, ha giocato a corrente alternata coi Longhorns, anche per un’evidente disorganizzazione nel gioco di coach Rik Barnes. Il texano che ha in Kevin Durant un idolo, somiglia per certi aspetti ad un altro ex di Texas, ovvero LaMarcus Aldridge, che ricorda per il fisico filiforme (209 cm per 110 kg), ha braccia lunghe, corre bene per il campo ed è già un più che discreto attaccante, sia spalle, sia soprattutto fronte a canestro, anche da 7 metri.

Va verificato in difesa dove ha grande tempo per la stoppata e senso della posizione ma deve diventare più duro, rafforzare la parte superiore del corpo e abituarsi a uscire e scivolare sui pick and roll. Dalla sua parte c’è la giovane età e il grande potenziale. Nell’unico anno a Texas ha chiuso con oltre 10 punti, 6 rimbalzi e 2.5 stoppate a sera col 27% da tre e l’84% ai liberi, cifra notevole: ha vinto il premio per matricola dell’anno in Big 12 ed è stato inserito nel primo quintetto difensivo. Dovrebbe essere scelto ai limiti della top ten: pare piaccia ai Miami Heat alla 10 ma potrebbe anche scivolare fino alla 16 dove i Celtics lo prenderebbero al volo.

GLI ALTRI

Ci sono i centri veri come Dakari Johnson da Kentucky che ha deciso forse di uscire troppo presto dal college potendo restare e fare il protagonista senza i vari Towns e Cauley-Stein, Rakeem Christmas da Syracuse che sta facendo bene nei workout, e Robert Upshaw, big man da Washington (oltre 4.5 stoppate in stagione) che ha impressionato tutti al Draft Combine di Chicago ma che ha avuto diversi problemi fuori dal campo, ultimo quello di essere cacciato dall’università per aver fallito un test anti droga.
E poi ci sono ali forti come Montrezl Harrell da Louisville, un animale nel senso più positivo del termine che ricorda per certi aspetti Kenneth Faried, Bobby Portis da Arkansas, il giocatore dell’anno della SEC, molto versatile, atletico, con tanti punti nelle mani e tiro da tre, mentre possono essere delle scommesse Chris Walker, atletone ex Florida (non ci ha quasi mai giocato ma ricorda Derrick Favors), Cliff Alexander, piccolino ma tosto, da Kansas (somiglia a Thomas Robinson, altro ex Jayhawks) e Chris McCullough, freshman da Syracuse reduce però dalla rottura del legamento crociato ma ragazzo lungo, con potenziale, atletismo e tiro.

 

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