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É passato un anno

Creato il 07 settembre 2010 da Selena
Ed é giá passato un anno dall'ultimo viaggio in Italia.
Un anno rapido, anche troppo, in cui la mia vita é completamente cambiata, in cui ho avuto un figlio, ho di nuovo traslocato in Andalucia, e niente é piú come prima.
Un anno...
...le ultime visite italiane erano brevi ma intense, le vivevo alla grande, al massimo 3 giorni, e quasi senza dormire. Vedevo solo gli amici che avevo davvero voglia di vedere, facevo solo ció che desideravo fare, mangiavo ció che piú mi piaceva, anche se a volte neanche avevo il tempo per mangiare, e quasi non dormivo. E la sera uscivo con gli amici e festeggiavo l'incontro.
Che bei tempi!
Anche perché ora, anche se tornassi, non sarebbe uguale.
E non lo sará piú.
Certo, da una parte é anche meglio, ma dall'altra é impossibile anche solo pensare di rifare ció che facevo prima. Come uscire la sera con il mio migliore amico, andare per feste, quelle all'aperto di fine estate, bere birrette, e raccontarcela fino all'alba.
Immaginarsi ora se potrei farlo!
Prima di tutto abolite le birrette, che anche potendo berne una mi ritroverei ubriaca con due sorsi...e quindi non ne vale la pena.
Niente feste estive all'aperto, se é come l'anno scorso in Friuli faceva un freddo tremendo, ma non é questo il gran problema...
Niente ore piccole, niente chiacchere, niente colazione del giorno dopo per riprendersi, niente viaggi in aereo dormendo per recuperare.
Perché...perché dovrei allattare, perché giá ho sonno arretrato, perché Gabi ha bisogno di un pó di stabilitá negli orari, (ed anche io, toglimi la siesta e muoio!) perché non posso avere sonno ed essere stanca giá che ho lui a cui pensare...e perché ormai quello di far le ore piccole con gli amici, come facevo prima, si puó dimenticare. Anche volendo, anche portandolo con me, non sarebbe lo stesso.
E vabbé....dovró aspettare alcuni anni, poi comunque mi sentiró troppo vecchia per fare certe cose. Ecco....
Ma veniamo a ció che mi manca di questa non-visita italiana.
Naturalmente mangiare una buona pizza, che anche se la pizzeria spagnola vicino casa la fa buona ad un prezzo ragionevolissimo, non é la stessa cosa, anzi...non é pizza, dai, non ci son paragoni. Buona si, ma...c'è il ma!!!
E poi le colazioni italiane, non mi stancheró mai di dirlo, che quelle spagnole son tremende...a me di mangiare pane e prosciutto, o pane ed olio, la mattina, non c'è niente da fare. Io voglio un capuccino con un croissant con marmellata, altro che café con leche, che non sa di niente e quasi sempre mi fa venire il mal di pancia! E chocolate con churros? Ok, la cioccolata calda é buona, d'inverno, e i churros..beh, se a qualcuno piace mangiare qualcosa che sa solo di fritto sia il benvenuto, io sinceramente preferisco stare a digiuno! Ogni tanto si puó fare, certo, ma un krafen alla crema, un croissant, un cannolo...che colazioni eccezionali ci son in Italia!!!
Poi le mozzarelle, che son enormi, se paragonate con quelle che trovo qui...e son gustose...una Caprese...mmmm....
E gli affettati, il prosciutto di San Daniele, il formaggio calabrese con il peperoncino, la ricotta.
Chissá perché anche se trovi qui questi prodotti, raramente comunque, hanno sempre un sapore differente.
E poi una libreria. Ben rifornita, enorme, piena di libri ( e di ché sennó!), da visitare, sfogliare, rimirare, standoci ore, se vuoi, comprando o anche solo guardando. Di solito riempivo la valigia di libri, comprati e requisiti a mia madre, mai di cibo, qualche volta caffé per Buddha, ma niente altro...
Qui a Nerja non ci son librerie...non ci son neanche edicole ancora un pó. Sí, quei baracchini o negozietti per turisti, con giornali stranieri, ma che oltre a quello vendono mille altre stronzate. Riviste e giornali italiani? La classica Gazzetta dello Sport sempre presente, per il resto se vuoi qualcosa te ne devi andare a Málaga.
Mancano le cose basiche...perché a Nerja trovi anche troppi negozi per bambini, costosissimi, tralaltro, troppi negozi di souvenirs, come sempre, panetterie, buone certo ma non si vive di quello, e qualche altra cosetta, ma tutti son cari, a misura di turista.
Noi residenti andiamo nei centri commerciali. E cosí se ti serve qualcosa che non ti venga mai la malsana idea di comprare in paese, perché spenderesti il doppio...Mica divertente....
Insomma, per quest'anno mi tengo le voglie e cerco di non pensarci.
É inutile che ti dicano "Ma cosa vuoi che sia, di solito é sempre tutto uguale, non cambia niente". Certo, non cambia niente in Italia, ma tornarci a volte ha un sapore diverso per ognuno di noi. Non é tornare a casa, non é neanche cercare conferme, ritrovare persone, non é a volte niente di tutto questo. É solo riappropriarsi di una parte che si é persa, perché potrei ritrovarmi lí, da sola, nel mio paesello, senza i miei genitori e gli amici, ma solo passeggiando per le vie e rivivere, rapidamente, tutto ció che ero, giusto per il gusto di sentirmi di nuovo come la giovane che desiderava allontanarsi al piú presto da quelle vie, dalle quattro mura di casa, che desiderava scoprire il mondo, per poi, invece, fermarsi nel primo posto in cui é andata, o quasi.
É ritrovare qualcosa che comunque fa bene, nel bene e nel male, che ti ricorda che hai un passato, quel passato che io qui non posso vivere, perché non lo posso condividere, perché nessuno lo capirebbe davvero, perché a volte é anche stancante raccontare a Buddha le cose che ero e vivevo, e comunque non le capisce, e forse non ci sono neanche le parole giuste per esprimerle, forse le descrizioni non si possono fare, mancano i sapori, gli odori i colori.
Come puoi descrivere e far sentire a qualcun'altro qualcosa che hai vissuto? É come quando son andata in Norvegia, paese che amo intensamente, di cui me ne son innamorata a prima vista, descriverlo nei minimi particolari, ma sapere che l'altro non sentirá mai le stesse emozioni tue. Alla fine te le tieni per te stessa e punto.
Uguale con il mio passato, lo vivo io, e solo io, durante tutto l'anno. A volte sembro la vecchietta di Titanic che passa il tempo a guardare una foto ricordando tutto ció che ci gira intorno, solo che io non ho una ciurma ad ascoltarmi, né una storia come la sua da raccontare. L'esperienza é molto piú normale.
Vabbé, per quest'anno é saltata la visita italiana, vediamo quando sará la prossima. Ognuno ha i suoi motivi per tornare, ogni tanto, di tanto in tanto.

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