Magazine Maternità

Giochiamo a capirci!

Da Jessi

Anni fa a Palermo, da turista, con alcuni amici accostammo la macchina per chiedere un’informazione. Un signore, gentilissimo, esordì:

- Ah, ragazzi. Fin all’anno scorso, vi sarebbe bastato andare a dritto di qua. Invece, quest’anno, il Comune ha deciso…

Mezzora dopo eravamo sempre lì. E ce l’avevamo a morte con quella Giunta!

Quando parliamo descriviamo le cose e creiamo azioni. Entriamo in relazione con gli altri, ci coordiniamo con loro. Ognuno però ha le sue abitudini, anche linguistiche, e i margini di interpretazione sono spesso molto ampi. Per i bambini, tutto questo è da scoprire.

Prendiamo una frase di uso comune:

- Ti va di giocare con il trenino?

Voi cosa capite? Si tratta di una proposta, molto probabilmente, come dire “Se ti va, gioca pure con il trenino.” Oppure un suggerimento: “Gioca con il trenino!”. E se la frase dice:

-Ti va di aiutarmi in cucina?

Si tratta ancora di una proposta o di una richiesta (di aiuto)? Come si vede, una stessa forma può svolgere diverse funzioni (suggerimento o richiesta) così come è possibile usare forme diverse per una stessa funzione.

Per interpretare queste azioni linguistiche ci basiamo sull’esperienza che abbiamo della lingua e sulla situazione. Per i bambini fino ai 3 anni è difficile interpretare e produrre correttamente, in relazione alle diverse situazioni, i vari atti linguistici. Il repertorio inizia a crescere dai 3 anni in poi, ma è ancora incompleto a 5 anni, quando i bambini sanno fare facilmente domande, dare ordini e proibizioni, ma non tutti sanno compiere l’atto di promettere o di permettere. Ancora a 7 anni, per i bambini può essere difficile formulare le promesse.

D’altra parte, un repertorio così ricco di varianti e di sfumature interpretative, non risulta difficile solo per i bambini.

Una linguista statunitense molto famosa, D. Tannen (sito ufficiale), racconta che durante un viaggio in auto le venne in mente di prendere un caffè e si rivolse al marito che guidava proponendogli:

- Ti va di prendere un caffè?

-No grazie.

Rispose lui. E sfrecciò via senza fermarsi all’autogrill. Cosa era successo? Lei aveva formulato una richiesta (Puoi fermarti? voglio prendere un caffè) nel modo in cui è possibile anche fare una proposta (Vuoi un caffè? Nel caso fermati pure). Si riportano spesso casi simili di frainteso tra gli uomini (che tendono ad essere più diretti) e le donne (che si aspettano spesso la collaborazione dell’altro e lasciano implicite le loro intenzioni).

Tutti e due erano in qualche modo autorizzati nella loro interpretazione, ma ovviamente l’ha spuntata chi guidava.

Altre riflessioni su questi temi e sui margini di frainteso (specialmente) con i bambini, le trovate qui e qui

Mi fa molto piacere se lasci un tuo commento! Per restare in contatto con il blog, segui il gruppo su Facebook o iscriviti per e-mail, usando i pulsanti qui a destra.

Photo credits: Palermo Mania


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :