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Godimento in 3D

Da Danielevecchiotti @danivecchiotti

Come souvenir dalla quarantesima Fiera del Libro di Londra, mi sono portato via un solo titolo, il più intellettuale e profondo di quelli offerti nei due padiglioni dell’esposizione, vale a dire la nuova versione del “Big Penis Book” della Taschen, corredata, nella versione di freschissima stampa, di occhialini 3D per gustarsi con tutti gli effetti speciali del caso le immagini dei fotomodelli superdotatissimi il cui talento - generalmente tenuto a bada dentro gli slip - viene messo in bella mostra in una specie di Guinness dei Primati tra il pornografico ed il circense.
Indossi le la montatura di cartone con lenti in plastica colorata, inizi a sfogliare il bel (e ovviamente grosso) volume di ventotto centimetri per ventotto, ed ecco che una parata di maschi tonici e orgogliosi ti assale uscendo fuori da quelle duecentoventi pagine con tutta la sua virilità desiderosa di scappar via dalla carta stampata.
Una “lettura” caldamente sconsigliata a quell’infinità di uomini che soffrono del celebre complesso dello spogliatoio, ossessionati dall’idea di un confronto che, in questo caso, è quasi sempre perso in partenza (a meno di non essere, appunto, delle specie di fenomeni da baraccone genitale).

Ovviamente del libro esiste anche un’analoga versione al femminile (The Big Book of Breast 3D) con una carrellata di poppe da far impallidire Carmen Russo, Serena Grandi e tutte le varie maggiorate che, care al nostro premier, riempirono di capezzoloni e mammelle vaccine gli anni ’80 e i tutti lustri successivi, dando il via alla moda della supertetta ad ogni costo, con relativa esplosione, oltre che dei reggiseni, del business della chirurgia plastica.

E’ inoltre notizia di questi giorni l’enorme cinematografico riscosso a Hong Kong (e, molto presto, in tutto il resto del mondo), di “Sex and ZenExtreme Extasy”, quello che è stato ufficialmente etichettato come “il primo film porno in 3D della storia”, anche se l’ambiguità delle recensioni europee non fa ben capire se  si tratti davvero di una pellicola hard core o, al pari dei titoli precedenti della serie, del solito polpettone soft-erotico in cui la cosa più arrapante sono i titoli di coda.
Oltretutto il nostro Franco Trentalance avrà molto da ridire, a proposito di questo lancio pubblicitario mondiale del film orientale, visto che già l’anno scorso il suo celebre talento di artista a cappella è stato protagonista di un x-rated video intitolato “Casino 45” e girato appunto con la tecnologia delle tre dimensioni (anche se, in questo caso, si trattava di un prodotto destinato al mercato domestico e non a quello delle sale).

Insomma, come già accade nell’entertainment mainstream in cui i produttori, per provare a mantenere vivo l’interesse del pubblico sempre più orientato verso altri media, spendono cifre da capogiro per rendere più impressionanti i loro kolossal, sembra proprio che anche le nostre fantasie erotiche, per essere ancora stimolate ed accese, abbiano bisogno di venire stuzzicate in modo nuovo, inedito, sorprendente.
Per paradosso, pare che, abituati a venir invasi da valanghe di input sessuali, a differenza di quanto accadeva in passato, riusciamo ad eccitarci se e solo se anche il sesso dei film appare vero, verosimile, vicino alla realtà.

Chissà che un giorno, annoiati e stancatici anche di veder uscire dallo schermo piselloni enormi e tette da urlo sempre più tangibili, non si torni tutti a provare il più perverso e trasgressivo dei desideri, vale a dire quello nei confronti di chi, senza nessun trucco digitale, già divide con noi il nostro letto.


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