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Gucci by Gucci e gli spot d’autore

Creato il 16 novembre 2012 da Crichi87

Gucci by Gucci e gli spot d’autore

Negli ultimi 10 anni le maison di moda cercano di reinventarsi in ogni modo, non soltanto nelle loro creazioni in passerella o con le nuove fragranze, ma anche e soprattutto sperimentando nuovi modi di comunicare con il proprio pubblico e perché no, ampliarlo. Pertanto, se da un lato abbiamo griff come Luiss Vuitton che puntano alla realizzazione di cortometraggi che abbiano come oggetto principale i propri prodotti, dall’altro in quest’ultimo periodo si è optata la realizzazione di spot pubblicitari diretti da famosi registi del cinema accompagnati dalle loro star.

Infatti come primo esempio che voglio proporvi ci arriva direttamente da una maison nostrana, Gucci, che nel 2007 chiese al regista David Lynch di realizzare uno spot per la nuova flagranza Gucci by Gucci.

Il regista della “Citta dei giardini” (Missoula, nello stato del Montana), Davido Lynch ha saputo sfruttare nel corso della sua carriera cinematografica anche le sue abilità e conoscenze nel campo della pittura, della musica, della recitazione, del montaggio e nella scrittura, tanto è vero che ancora oggi i suoi film per l’innovativo stile narrativo e visivo sono riconoscibili in tutto il mondo e ritenuti esplicitamente surrealisti. Infatti, i caratteri principali dei suoi lavori sono le continue sequenze angosciose, oniriche, crude e “diverse”, accompagnate e incatenate ad una colonna sonora suggestiva, come accade nelle città americane di Velluto blu e di Twin Peaks, nelle metropoli di Strade perdute e di Mulholland Drive.

L’eccellenza di Lynch è riuscita, dunque, in circa 60 secondi a esprimere tutta la sua arte surrealista, facendo riferimento sin dalla prima inquadratura aerea alle città caotiche dei suoi film, per poi entrare in un lussuoso appartamento dove luce e buio sono intermittenti e delle bellissime ragazze cominciano a muoversi in uno stato di ebrezza (forse indotto dal profumo) e seguendo il ritmo della sensuale Heart of Glass di Blondie del 1979. L’atmosfera onirica creata dal regista in cui si trovano Raquel Zimmermann, Freja Beha Erichsen e Natasha Poly, tre modelle avvolte in abiti dorati, è travolta da qualcosa che le incanta e le aprono un nuovo mondo, si tratta del profumo.



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