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I Romani della decadenza

Creato il 25 agosto 2013 da Ilpescatorediperle
"I Romani della decadenza" (Les Romains de la décadence) è un dipinto del 1847 di Thomas Couture, conservato al Musée d'Orsay. Il quadro rappresenta lo sfarzoso banchetto organizzato al Senato romano da un vecchio imperatore per convincere i senatori a non pronunciarsi a favore della sua decadenza dalla carica. Sulla destra della tela si trova il vecchio imperatore circondato dai suoi sostenitori. Il suo volto è ridanciano ma le sue vesti sono nere. Il pittore voleva mostrare l'alternanza di lazzi e lutto che contraddistingue la sua difficile situazione. Il vegliardo s'intrattiene con i suoi prossimi, ma il suo sguardo è rivolto alla sommità dell'opera: dietro la grande tavola imbandita per il banchetto in un'immensa aula del Senato si scorge infatti, per un'ampia finestra, un colle lontano. Sulla finestra è stata eretta una statua raffigurante le tre Grazie, che a loro volta guardano verso il colle, offrendo le terga all'imperatore, che in altro frangente le avrebbe senz'altro apprezzate.
L'imperatore è attorniato da uno stuolo di servitori e di senatori a lui favorevoli. Ai suoi piedi si agita un cagnolino dal pelo bruno che minaccia di mordere chi gli sta vicino. Poco più a destra, un suonatore di chitarra in abiti napoletani contempla, malinconico, le corde rotte del suo strumento. Dietro lo scranno dell'imperatore sono rappresentate alcune donne che cavalcano dei destrieri, da tempo divenuti senatori. La seduta è all'amazzone, ma le donne non paiono avere il seno mutilato (al massimo, rifatto). Tra i cavalli e la testa del presidente un enorme pitone sembra fare la guardia al despota, avvolgendosi in numerose spire. Verso il centro del quadro, ma ancora sulla destra, sono seduti alcuni personaggi nominati dall'imperatore alle alte magistrature. Essi sono caratterizzati da una posa singolare: se infatti la loro postura al tavolo del banchetto è rivolta verso l'antico monarca, la loro testa si volge verso la nostra sinistra, e appaiono come dubbiosi e intenti in conciliaboli fra loro. Spicca in particolare un uomo calvo, dalla dentatura pronunciata. Guardando la parte inferiore della tela, vediamo affiorare un suo piede dal bordo della tovaglia, che l'uomo tenta di calzare in due scarpe diverse.Sulla parte sinistra della tela il pittore ha invece ritratto gli avversari dell'imperatore. I loro piatti sono pieni di cibi succulenti, ma i senatori sembrano piuttosto assorti in una complessa discussione. Prova ne sono i grandi tomi che passano continuamente l'uno all'altro. Su uno di essi si può leggere: Motion pour le Congrès. Al centro di questa accolita sta un uomo con gli occhiali, in abiti orientali, ribattezzato nel corso dei decenni "il re Mago", anche se l'attributo è manifestamente incongruo. Alcuni senatori guardano verso il gruppo della parte destra-centrale del quadro, e scambiano piccoli biglietti sigillati con gli alti magistrati ivi seduti. Altri sono invece occupati a parlare con alcuni personaggi di incerta identificazione sullo sfondo dell'aula.Questi ultimi stanno in disparte e paiono spaesati. Alcuni di essi sono affacciati ad una finestra che dà su una piazza assiepata di gente del popolo, che essi sono intenti ad arringare. Altri lanciano delle bucce di arancia e di patata verso gli invitati al banchetto. Tornando alla sinistra della tela, ai piedi del tavolo sta seduto un giovane artista in abiti fiorentini: come tale, mostra ai commensali dei progetti e dei bozzetti dalle forti prospettive, ma non pare sollevare molta attenzione. In generale, il gruppo, pur assai folto, è piuttosto diviso. Più a sinistra, un lume acceso proietta un'ombra sulla tovaglia immacolata: l'ombra di un uomo coi baffi, che però non è riconducibile a nessuna delle figure dipinte. Pare piuttosto venire dall'esterno del quadro. La tela di Couture è considerata uno degli esempi del conservatorismo accademico che di lì a poco assisterà alla nascita dell'Impressionismo. Alcuni critici la ritengono dunque un segno di declino prima della rivoluzione. Altri, constatando che in seguito le ninfee di Monet sono state riprodotte perfino su rotoli di carta igienica, considerano il dipinto l'ultimo grande momento artistico prima della fine.da TEMPI FRU FRU http://www.tempifrufru.blogspot.com

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