Magazine Religione

Il cristianesimo ha portato alla parità tra uomo e donna

Creato il 18 settembre 2013 da Uccronline

SposiLa parità tra i sessi merito del femminismo? No, anch’essa merito del cristianesimo. Lo ha spiegato di recente su “Repubblica” il prof. Miguel Gotor, docente di Storia moderna presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Torino e senatore del Partito Democratico.

Recensendo l’ultimo libro di Gérard Delille, “L’economia di Dio. Famiglia e mercato tra cristianesimo, ebraismo, Islam” (Salerno Editrice 2013), ha riflettuto sul ruolo dei rapporti tra uomo e donna nelle tre religioni monoteiste.

«Gli ebrei hanno adottato un sistema bilineare in base al quale la discendenza, nell’ambito di una predominanza maschile, è affidata sia al padre sia alla madre come dimostra il matrimonio tra uno zio e la sua nipote e il meccanismo del levirato, in base al quale se un uomo sposato moriva senza prole, suo fratello doveva sposare la vedova e il loro primogenito sarebbe stato considerato legalmente figlio del defunto». Gli islamici invece «hanno aderito a un sistema agnatizio, in cui la proprietà, il nome e i titoli si trasferiscono soltanto dal padre al maschio primogenito».

Per quanto riguarda i cristiani, ha continuato Gotor, essi «hanno prevalentemente costruito un modello cognatizio che consente il trasferimento della parentela e della relativa eredità in ugual misura sia ai maschi sia alle femmine». Tali relazioni «proprie del cristianesimo hanno favorito una progressiva parità tra uomo e donna. Inoltre, il divieto di unioni tra parenti e la capacità della donna di ereditare, di trasmettere la proprietà e di sposarsi al di fuori della famiglia, hanno consentito una maggiore circolazione delle ricchezze e la formazione di un mercato autonomo, ma anche l’unione di Regni diversi senza guerra né sangue, bensì per via matrimoniale».

La redazione


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :