Magazine Diario personale

Il libro che scelse il lettore – Non è stata una sofferenza inutile

Da Romina @CodicediHodgkin

Alcuni giorni fa si è verificata una circostanza molto particolare. Una di quelle coincidenze che lasciano a bocca aperta e danno la convinzione che, forse, alcune cose non accadono per caso.

La scorsa settimana, mio papà ha portato una copia con dedica del mio libro ad una signora che abita dalle sue parti. Non riuscendo a trovarla, ha lasciato il libro in una busta e lo ha poggiato sulle cassette della posta.

Vengo contattata su Facebook da un ragazzo che mi informa di aver trovato la copia del libro, ma che mi dice anche che in quello stabile non abita la signora cui è dedicato, probabile che papà abbia sbagliato indirizzo. Lo ringrazio moltissimo per essersi preso la briga di contattarmi per dirmelo. Lui mi risponde dicendo che sta sostituendo il portinaio dello stabile e che, già che nessuno reclamava il libro, lo aveva letto. Mi dice che, per una serie di motivi, il Codice è arrivato a lui in un momento in cui leggerlo era per lui molto importante, dato che alcune situazioni le ha conosciute bene.

Io sono rimasta sbalordita. La coincidenza è incredibile. Insomma, la persona cui il libro era destinato non abita lì. Lui è lì per caso, sta sostituendo una persona. Se mio padre fosse passato lì qualche giorno prima o qualche giorno dopo, lui magari non sarebbe neppure stato in quel palazzo. E il libro gli arriva in un momento in cui aveva bisogno di leggerlo.

Nella mia esperienza di blogger ho incontrato tante persone meravigliose. Molti di voi sono approdati qui per caso, cercando qualcosa su internet. Ma che un libro cercasse con tanta prepotenza una persona non mi era mai capitato.

Sono piccole cose, ma mi convincono sempre di più che ogni momento di sofferenza, ogni volta che sono stata piegata in due sul water a vomitare, ogni volta che a fatica mi sono trascinata dal letto al divano, ogni volta che mi sono alzata la mattina presto per andare a fare chemio, ogni momento che ho passato con la flebo nel port-a-cat, ogni momento in cui ho pestato i piedi perché volevo una vita come quella di tutti i ventenni, ogni volta che ho dovuto lavorare per analizzare la situazione e impare qualcosa…non è stata una sofferenza inutile.

Non è stata una sofferenza inutile.

 


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