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Inglish plise

Creato il 11 settembre 2010 da Selena
Mi piace criticare, soprattutto l'ignoranza altrui.
Nerja é un paesino spagnolo, certo, ma colonizzato dagli inglesi. Anzi, direi che l'inglese é la lingua piú richiesta, facendo i dovuti paragoni, e purtroppo se non sai l'inglese qui non lavori. Non é cosí restrittivo, non é che se non parli inglese non vivi a Nerja, peró direi che il punto a favore é parlarla, sta lingua, dato che si sá, gli inglesi che vivono qui anche da 20 e piú anni non parlano una parola di spagnolo. Pigri? Stronzi? Che ognuno dia la sua opizione, io me ne frego, giá che l'inglese l'ho studiato, mi sono anzi laureata in sta lingua, e quindi per me va bene che qui la si parli.
Ma veniamo al dunque...
Stamattina entro nella farmacia sotto casa, senza troppa voglia, diciamolo, giá che le due farmaciste che ci lavorano mi stanno proprio antipatiche, due spagnole, ma non sottolineo la nazionalitá per fattori di razzismo, ma per spiegare i fatti.
Ecco, entro in farmacia per pesare Gabi, e intanto un signore, un inglese naturalmente, cerca di farsi capire dalla farmacista spagnola.
(la conversazione si svolge in lingua spagnola da parte della farmacista, e in inglese con spagnolo maccheronico per l'uomo inglese)
"Qué no! Che non abbiamo ció che lei richiede, perché non é arrivato. Io la chiameró quando mi arriva!"
"Ok, pero yo pasaré el lunes"
"No, non passi il lunedí, che io la chiamo quando arriva, che mi hanno telefonato dicendo che il prodotto non era arrivato"
Ma l'uomo, secondo la farmacista, non capiva un tubo. E intanto io, spettatrice, mi chiedevo come la farmacista si sarebbe fatta capire per telefono, se dal vivo aveva grossi problemi.
Ma l'uomo non molla, cerca invano di dire alla farmacista qualcosa. E lei, sempre piú scocciata, ripete la cantilena del "Non serve che lei venga lunedí, le ho detto che non ho quel che vuole!".
Alché, vedendo le grandi difficoltá di sto vecchietto, che di certo non era un giovane adone l'inglesotto, mi avvicino e dico alla farmacista "Posso aiutarti, se vuoi". Lei mi squadra da capo a piedi, annuisce, stanca forse di rigirare la storia del lunedí.
"Signore", dico in inglese "la farmacista dice che ció che lei ha richiesto non é disponibile, ma che lunedí la chiamerá per dirle quando ripassare".
"Grazie" risponde lui "peró ora son qui perché ho bisogno di questi due farmaci"e porge alla farmacista i due cartoni vuoti che a suo tempo hanno contenuto le medicine che lui vuole. Cartoni che lui, comunque, aveva in mano da quando era entrato...
Traduco alla farmacista il tutto, e lei con sorriso stretto prende i cartoni e ringrazia, ma si vedeva benissimo che se avesse potuto mi avrebbe sbranato.
Intanto l'omino approfitta della situazione e mi chiede delle informazioni, che io, prontamente, traduco alla farmacista, ma non per sembrare la prima della classe, ma perché ci sono abituata, visto che avrebbe dovuto essere il mio lavoro questo, interprete, traduttrice, ecco, sottolineamolo, diciamolo, mica quei cavolo di lavori che ho dovuto far qui in Spagna da quando son arrivata dove certo usavo le lingue ma non come avrei voluto. Non entriamo in dettagli, ecco, che sennó la bile inizia a bollire...
Intanto arriva la collega della farmacista, forse in aiuto, e mi chiede "Qué quieres?". Ahh sí, rispondo io, pesare il bimbo. Ecco, pago, peso, e rimetto Gabi nel passeggino. Saluto ed esco. Mi sa che in sta farmacia é meglio se non torno.
Non só, ma io trovo normale aiutare gli stranieri in difficoltá con la lingua. Poi comunque penso che la gente che lavora con il pubblico dovrebbe sapere 4 parole in altre lingue! Ci son camerieri, e Buddha é tra questi, che certo non sa le lingue come uno che le studia e le pratica, ma sa difendersi benissimo nel suo lavoro in 6 o 7 lingue, alcune delle quali io disconosco! La pronuncia, a volte, lascia a desiderare, ma assicuro che i suoi clienti, tedeschi, inglesi e francesi nella maggior parte, lo adorano...ruffiano? Sará, ma ha anche buoni modi di fare!
E poi dicono che gli spagnoli non sanno le lingue straniere. Certo, é cosí, purtroppo. Vivono di turismo, ma la maggior parte di chi ci lavora non sa neanche l'inglese, e chi lo sa lo parla con una pronuncia tale che neanche io, straniera, riesco a capirlo. A volte con Buddha mi diverto ad imitare questa pronuncia! Sí. lo ammetto, prendo in giro, ma lui non si offende, anzi...e questo mi fa pensare....
Poi vedi direttori di hotel con turismo inglese che non parlano la lingue, che anzi, hanno bisogno del traduttore...e allora pensi che le cose vanno proprio come vogliono, e non solo in sto paese...

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