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Inquinamento malpensa :lettera al presidente della regione

Creato il 22 giugno 2011 da Andrea21948

UNI.CO.MAL. Lombardia

Unione Comitati del Comprensorio di Malpensa per la Tutela dell’Ambiente e della Salute

CONFERENZA STAMPA

INQUINAMENTO AREA MALPENSA NEL PARCO DEL TICINO

2003-2011 - 8 ANNI PERSI - 8 ANNI DI SILENZI E OMERTA’

Il 4 ottobre 2003, a Gallarate, UNI.CO.MAL. organizza il Convegno “inquinamento atmosferico nell’area di

Malpensa”. Le relazioni dell’ARPA di Varese, del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia lanciano l’allarme

inquinamento. Trascurando le emissioni dell’aeroporto e del relativo indotto, l’area attorno a Malpensa è fortemente

inquinata. Molti inquinanti sono a livelli preoccupanti per la salute umana. Considerando Malpensa e l’indotto i limiti

sono già superati. In tale situazione, già allora, si ventilavano terza pista ed ampliamenti.L’allarme rimase inascoltato

ma costituiva una conferma delle conclusioni del “Rapporto Cranfield” (Cranfield University of Aeronautics)

commissionato nel1999 dal Commissario U.E. ai Trasporti, Loyola De Palacio. Tra tanti aspetti negativi che avrebbero

sconsigliato la realizzazione di tale opera (Malpensa 2000) il primo era (è) costituito dalle caratteristiche orografiche

della brughiera di Somma, immersa nel catino padano dove, nel 95% dei giorni dell’anno, la velocità del vento è

inferiore ad 1m/s e, quindi, gli inquinanti ristagnano, grazie anche al frequente fenomeno dell’inversione termica.

La regione Lombardia emana la L.R. 11 dicembre 2006 - n. 24, “norma per la prevenzione e la riduzione delle

emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell’ambiente”. L'articolo 1 comma 3 recita: “La presente legge,

considerando l'ambito geografico padano e lombardo, bacini aerologici caratterizzati da vulnerabilità ambientale per

la qualità dell'aria, persegue la riduzione progressiva dell'inquinamento atmosferico e delle emissioni di gas a effetto

serra attraverso:“ ed elenca una serie di misure di programmazione, di tecnologie, ecc. Il comma 5 dell'articolo 1

recita: “Le finalità di cui al comma 3 sono altresì perseguite per fronteggiare l'avvio, nei confronti dello stato

italiano, da parte della Commissione Europea, di procedure di infrazione per non conformità ai valori limite della

concentrazioni di PM10 fissati dalle disposizioni comunitarie.”

La D.G.R. del 03/08/2007 n° 8/5290, ha classificato tutti i Comuni della Lombardia, in base all’entità

dell’inquinamento atmosferico rilevato da ARPA. I Comuni attorno all'aeroporto di Malpensa sono stati classificati in

“zona A di risanamento”, perché i valori degli inquinanti monitorati superano largamente i livelli stabiliti per la

protezione della salute umana. Risanamento significa che devono essere ridotte le emissioni.

Il 23 settembre 2008 viene resa nota la sentenza 11169/08-Quintavalle della 10^ Sezione civile del Tribunale di

Milano che constata il danno al “substrato arboreo” derivante dalle emissioni degli aerei in decollo da Malpensa e ne

stabilisce l’indennizzo a carico di SEA ed ENAC.

Nota la sentenza Quintavalle, il Ministero dell’Ambiente chiede un sopralluogo nei luoghi boschivi interessati al

Corpo Forestale dello Stato di Varese. La relazione del CFS conferma quanto asserito nella sentenza ed il Ministero la

allega ad una nota (“Disastro Ecologico nell'area adiacente a Malpensa in pieno Parco del Ticino dovuto al sorvolo

degli aeromobili in decollo dalla stessa”) che invia a vari Enti lombardi, in primis Regione Lombardia.

Il Comune di Casorate Sempione pianifica un monitoraggio ambientale da effettuarsi a proprie spese nel proprio

territorio. A monitoraggio concluso Casorate presenta i dati rilevati all’ASL di Varese da cui ottiene un monitoraggio

epidemiologico sugli anni dal 1997 al 2009. Le differenze tra i dati relativi ai 9 Comuni del CUV (i più vicini a

Malpensa) e quelli relativi a tutti gli altri Comuni della Provincia di Varese mettono paura.

Il 20 Febbraio 2011 il Comune di Casorate Sempione rende noti i risultati del monitoraggio ambientale nel suo

territorio: i risultati ricalcano quelli ottenuti per la Causa Quintavalle-SEA.

C’è altro? Visto che il documento del Ministero dell’Ambiente è “uscito” per caso (in pratica era tenuto segreto:

trasparenza dei dati ambientali? Boh!), probabilmente c’è altro ma, per ora, può bastare. I commenti ufficiali dicono

che non è automatico stabilire un rapporto diretto causa-effetto tra il “Disastro ecologico” e l’aeroporto. In pratica

significa non condividere la sentenza Quintavalle. UNI.CO.MAL. Lombardia, con numerose Associazioni

ambientaliste, condivide la Sentenza ed ha pure redatto “Constatazione di un disastro ecologico nell’area di Malpensa”,

uno studio basato su rapporti e dati ufficiali, per documentare il quadro complessivo.

Ma, al di la delle opinioni, resta il fatto, documentato, delle emissioni di Malpensa che, sommandosi a quelle

non trascurabili del territorio interessato, portano i livelli degli inquinanti oltre le soglie limite da non superare per la

tutela della salute umana.

Resta il fatto che Malpensa è, allo stato attuale, la fonte emissiva preponderante per le molteplici sostanze

inquinanti.

Resta il fatto che la regione Lombardia, in contrasto con la propria L.R. n. 24/2006 e relativa D.G.R. n° 8/5290 del

2007, seguita a sostenere, con ripetute delibere e forzature, il piano di ampliamento presentato da SEA che prevede il

raddoppio dell’operatività aeroportuale e, conseguentemente, il raddoppio delle emissioni inquinanti.

Abbiamo quindi scritto una lettera (n.° di Prot.: A12011.0057049 -08/06/2011) al Presidente della Regione,

allegando i documenti sopra elencati e descritti e chiedendo “cortese informazione in ordine alle azioni che la Sua

Amministrazione ha intrapreso o intende intraprendere ai fini di tutelare l’Ambiente e la salute dei cittadini”.

Avremo risposta? Per ora restiamo in attesa.

Gallarate, 22 giugno 2011

UNI.CO.MAL. Lombardia

Il Presidente

Beppe Balzarini

UNI.CO.MAL. Lombardia

Unione Comitati del Comprensorio di Malpensa per la Tutela dell’Ambiente e della Salute

CONFERENZA STAMPA

INQUINAMENTO AREA MALPENSA NEL PARCO DEL TICINO

2003-2011 - 8 ANNI PERSI - 8 ANNI DI SILENZI E OMERTA’

Il 4 ottobre 2003, a Gallarate, UNI.CO.MAL. organizza il Convegno “inquinamento atmosferico nell’area di

Malpensa”. Le relazioni dell’ARPA di Varese, del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia lanciano l’allarme

inquinamento. Trascurando le emissioni dell’aeroporto e del relativo indotto, l’area attorno a Malpensa è fortemente

inquinata. Molti inquinanti sono a livelli preoccupanti per la salute umana. Considerando Malpensa e l’indotto i limiti

sono già superati. In tale situazione, già allora, si ventilavano terza pista ed ampliamenti.L’allarme rimase inascoltato

ma costituiva una conferma delle conclusioni del “Rapporto Cranfield” (Cranfield University of Aeronautics)

commissionato nel1999 dal Commissario U.E. ai Trasporti, Loyola De Palacio. Tra tanti aspetti negativi che avrebbero

sconsigliato la realizzazione di tale opera (Malpensa 2000) il primo era (è) costituito dalle caratteristiche orografiche

della brughiera di Somma, immersa nel catino padano dove, nel 95% dei giorni dell’anno, la velocità del vento è

inferiore ad 1m/s e, quindi, gli inquinanti ristagnano, grazie anche al frequente fenomeno dell’inversione termica.

La regione Lombardia emana la L.R. 11 dicembre 2006 - n. 24, “norma per la prevenzione e la riduzione delle

emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell’ambiente”. L'articolo 1 comma 3 recita: “La presente legge,

considerando l'ambito geografico padano e lombardo, bacini aerologici caratterizzati da vulnerabilità ambientale per

la qualità dell'aria, persegue la riduzione progressiva dell'inquinamento atmosferico e delle emissioni di gas a effetto

serra attraverso:“ ed elenca una serie di misure di programmazione, di tecnologie, ecc. Il comma 5 dell'articolo 1

recita: “Le finalità di cui al comma 3 sono altresì perseguite per fronteggiare l'avvio, nei confronti dello stato

italiano, da parte della Commissione Europea, di procedure di infrazione per non conformità ai valori limite della

concentrazioni di PM10 fissati dalle disposizioni comunitarie.”

La D.G.R. del 03/08/2007 n° 8/5290, ha classificato tutti i Comuni della Lombardia, in base all’entità

dell’inquinamento atmosferico rilevato da ARPA. I Comuni attorno all'aeroporto di Malpensa sono stati classificati in

“zona A di risanamento”, perché i valori degli inquinanti monitorati superano largamente i livelli stabiliti per la

protezione della salute umana. Risanamento significa che devono essere ridotte le emissioni.

Il 23 settembre 2008 viene resa nota la sentenza 11169/08-Quintavalle della 10^ Sezione civile del Tribunale di

Milano che constata il danno al “substrato arboreo” derivante dalle emissioni degli aerei in decollo da Malpensa e ne

stabilisce l’indennizzo a carico di SEA ed ENAC.

Nota la sentenza Quintavalle, il Ministero dell’Ambiente chiede un sopralluogo nei luoghi boschivi interessati al

Corpo Forestale dello Stato di Varese. La relazione del CFS conferma quanto asserito nella sentenza ed il Ministero la

allega ad una nota (“Disastro Ecologico nell'area adiacente a Malpensa in pieno Parco del Ticino dovuto al sorvolo

degli aeromobili in decollo dalla stessa”) che invia a vari Enti lombardi, in primis Regione Lombardia.

Il Comune di Casorate Sempione pianifica un monitoraggio ambientale da effettuarsi a proprie spese nel proprio

territorio. A monitoraggio concluso Casorate presenta i dati rilevati all’ASL di Varese da cui ottiene un monitoraggio

epidemiologico sugli anni dal 1997 al 2009. Le differenze tra i dati relativi ai 9 Comuni del CUV (i più vicini a

Malpensa) e quelli relativi a tutti gli altri Comuni della Provincia di Varese mettono paura.

Il 20 Febbraio 2011 il Comune di Casorate Sempione rende noti i risultati del monitoraggio ambientale nel suo

territorio: i risultati ricalcano quelli ottenuti per la Causa Quintavalle-SEA.

C’è altro? Visto che il documento del Ministero dell’Ambiente è “uscito” per caso (in pratica era tenuto segreto:

trasparenza dei dati ambientali? Boh!), probabilmente c’è altro ma, per ora, può bastare. I commenti ufficiali dicono

che non è automatico stabilire un rapporto diretto causa-effetto tra il “Disastro ecologico” e l’aeroporto. In pratica

significa non condividere la sentenza Quintavalle. UNI.CO.MAL. Lombardia, con numerose Associazioni

ambientaliste, condivide la Sentenza ed ha pure redatto “Constatazione di un disastro ecologico nell’area di Malpensa”,

uno studio basato su rapporti e dati ufficiali, per documentare il quadro complessivo.

Ma, al di la delle opinioni, resta il fatto, documentato, delle emissioni di Malpensa che, sommandosi a quelle

non trascurabili del territorio interessato, portano i livelli degli inquinanti oltre le soglie limite da non superare per la

tutela della salute umana.

Resta il fatto che Malpensa è, allo stato attuale, la fonte emissiva preponderante per le molteplici sostanze

inquinanti.

Resta il fatto che la regione Lombardia, in contrasto con la propria L.R. n. 24/2006 e relativa D.G.R. n° 8/5290 del

2007, seguita a sostenere, con ripetute delibere e forzature, il piano di ampliamento presentato da SEA che prevede il

raddoppio dell’operatività aeroportuale e, conseguentemente, il raddoppio delle emissioni inquinanti.

Abbiamo quindi scritto una lettera (n.° di Prot.: A12011.0057049 -08/06/2011) al Presidente della Regione,

allegando i documenti sopra elencati e descritti e chiedendo “cortese informazione in ordine alle azioni che la Sua

Amministrazione ha intrapreso o intende intraprendere ai fini di tutelare l’Ambiente e la salute dei cittadini”.

Avremo risposta? Per ora restiamo in attesa.

Gallarate, 22 giugno 2011

UNI.CO.MAL. Lombardia

Il Presidente

Beppe Balzarini


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