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Iran: bloccate le esportazioni verso Francia e Gran Bretagna

Creato il 20 febbraio 2012 da Worldobserver @W_ObserverNews

Pubblicato da Lello Stelletti il 20 febbraio 2012 · Lascia un commento 

Iran: bloccate le esportazioni verso Francia e Gran Bretagna

Il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, durante una visita alla raffineria iraniana di Abadan nel 2011

Puoi leggere questo articolo anche su IBTimes-Italia.

L’Iran ha bloccato le esportazioni di greggio verso Francia e Gran Bretagna. Attraverso una nota ufficiale del ministero del Petrolio iraniano, infatti, è stata comunicata questa decisione: “L’esportazione di greggio alle imprese britanniche e francesi è stata bloccata. Venderemo il nostro petrolio a nuovi acquirenti”. Questo è quanto dichiarato dal portavoce del ministero, Alireza Nikzad. Questo atto sembra un’evidente ritorsione alle ultime sanzioni provenienti dall’Unione europea che tentano di minare in maniera pressante una delle linfe vitali dell’economia iraniana, il petrolio per l’appunto. Dal primo luglio 2012, infatti, Bruxelles ha deciso di porre fine alle importazioni di greggio dalla Repubblica Islamica, in risposta al controverso programma nucleare di Teheran.

Già il 4 febbraio scorso, il ministero del Petrolio iraniano aveva dichiarato che ci sarebbero stati dei tagli nell’attività di export verso “alcuni” Paesi europei. Secondo la Commissione europea, dichiarazioni della scorsa settimana, il blocco non metterebbe la comunità a corto di petrolio, dato che le scorte parlano di una possibilità di soddisfare le esigenze per circa 120 giorni. Il 16 febbraio, alcune fonti del settore, hanno dichiarato alla Reuters che i più importanti acquirenti di petrolio europei dell’Iran avevano già effettuato dei tagli consistenti nelle forniture, anticipando il protocollo delle sanzioni europee. La riduzione dei flussi verso l’Europa a marzo sarebbe stata superiore a un terzo del totale, per una quota di circa 300 mila barili al giorno.

Imprese come la francese Total hanno già smesso di acquistare il greggio iraniano. Mentre fonti di mercato hanno annunciato che anche la Royal Dutch Shell ha ridimensionato drasticamente le proprie acquisizioni, anche se dalla compagnia olandese non hanno voluto commentare queste informazioni. Tra gli Stati europei più esposti al blocco petrolifero iraniano, c’è la Grecia. La Motor Oil Hellas ha tagliato del tutto l’import, mentre la connazionale Hellenic Petroleum ha seguito l’esempio delle spagnole, Cepsa e Repsol, che hanno effettuato delle diminuzioni decisamente nette alle loro importazioni.

Nel 2011, dati provenienti da fonti del settore pubblicati dalla Reuters, illustrano come l’Iran abbia fornito all’Unione europea e alla Turchia, più di 700 mila barili al giorno. All’inizio di quest’anno, le importazioni erano già scese a circa 650 mila barili, come previsione per il blocco che l’Ue avrebbe imposto. L’Arabia Saudita si è dichiarata disposta a fornire quote di petrolio extra rispetto ai contratti esistenti per tappare la falla. Teheran ha criticato i sauditi per questa proposta, sostenendo inoltre che in questo momento la loro attività è vicina alla massima produttività e per questo non potrebbe subire ulteriori sforzi.

A fine gennaio, quando Bruxelles decise di alzare il tiro contro l’Iran, Londra e Parigi furono in prima fila nella scelta dell’Ue di bloccare l’acquisto di oro nero iraniano dalla prossima estate, oltre a imporre un blocco immediato alle operazioni finanziare della Banca centrale iraniana. La decisione di Teheran, proprio per questo motivo, ha la forma di una ritorsione che, però, ha valore puramente simbolico: Gran Bretagna e Francia, infatti, acquistano pochissimo greggio dalla Repubblica Islamica. Il monito, invece, sembra diretto ad altri clienti ben più importanti che, oltre alle già citate Grecia e Spagna, vede coinvolta anche l’Italia. Secondo l’Agenzia internazionale dell’Energia, nel 2011 proveniva dall’Iran il 13% del petrolio importato in Italia, il 12% delle acquisizioni spagnole e circa il 30% di quello utilizzato da Atene.

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