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Jimmy’s Hall, Ken Loach torna in Irlanda

Creato il 17 dicembre 2014 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Il commento di Antonio Valerio Spera

Summary:

L’etichetta di cinema sociale per l’opera di Ken Loach è tanto appropriata quanto riduttiva. Il regista britannico, nato artisticamente nella corrente del Free Cinema, da sempre, infatti, non ha solo lanciato acute riflessioni sulla classe operaia, sui diritti umani, sulla politica, ma ha anche saputo disegnare personaggi a tutto tondo, descrivere con verità le emozioni del quotidiano, commuovere e divertire attraverso racconti sviluppati con la mano e l’occhio di un grande narratore.

Con Jimmy’s Hall, Loach conferma questa sua grande abilità di storyteller e ancora una volta dimostra come sia in grado di cambiare continuamente “faccia” alla passione sociale che anima la sua ispirazione artistica. Dopo una commedia, La parte degli angeli, vincitrice del Premio della Giuria a Cannes 2012, e un documentario, The Spirit of ’45, dove si raccontavano le conquiste sociali nella Gran Bretagna post-Seconda guerra mondiale, il regista torna all’affresco in costume immergendosi nell’Irlanda degli anni ’30, periodo appena successivo a quello della Guerra civile già portata sullo schermo nel 2006 nel film Palma d’Oro Il vento che accarezza l’erba.

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In questo secondo film sull’Irlanda – spiega Loach – ci troviamo dieci anni dopo il periodo raccontato nel primo. Ne Il vento che accarezza l’erba un personaggio diceva che l’Irlanda era infestata dai preti. La Chiesa condizionava all’epoca la vita della popolazione, e nei miei due film ho voluto raccontare proprio questo. Jimmy’s Hall racconta infatti di Jimmy Gralton, che nel ‘32 dà vita ad un circolo ricreativo, una sala da ballo dove danzare, incontrarsi, confrontarsi, sognare. Un locale aperto a tutti che suscita però l’ira di diversi abitanti, di molti proprietari terrieri e della Chiesa, appunto. Il film è il racconto di questo contrasto, di questa sfida tra sogni e falso perbenismo. “Penso sia un racconto di grande importanza – prosegue Loach – dove si fa vedere come in molti in quegli anni si opponessero al sano divertimento, alle feste, ed anche come la Chiesa sappia mettersi a braccetto con il potere economico. Non credo ci sia differenza da quello che succede oggi, Stato e Chiesa sono organi di repressione”.

Scritto da Paul Laverty, autore delle sceneggiature dei film del regista inglese da La canzone di Carla in poi, interpretato da un sontuoso Barry Ward, per la prima diretto da Loach, e condito da una colonna sonora che spazia dal jazz alla musica Irish tradizionale, il film potrebbe sembrare un’opera che intende rappresentare la purezza dell’ideologia comunista. Ma Loach e Laverty non sono d’accordo: “Con Jimmy, non volevo dipingere un comunista, ma uno spirito libero che attraverso l’arma della danza si scontrava contro chi voleva controllare le coscienze”, dichiara il regista. E lo sceneggiatore gli fa eco: “Jimmy è uno di quegli uomini che creano contatti tra le persone, uno di quegli uomini umili che vogliono infondere coraggio nella gente. Il film è un omaggio alla gente come lui”.

In uscita il 18 dicembre, Jimmy’s Hall è il titolo natalizio della Bim Distribuzione. Una scelta coraggiosa che speriamo possa premiare il film.

di Antonio Valerio Spera per Oggialcinema.net


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