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L’artigianato, come una volta!

Da Annaulaola

E’ quando entri in contatto con persone così che ti sembra che il tempo si sia fermato. La produzione di un oggetto foggiato con le tecniche tradizionali richiede non solo tempo, ma anche sapienza e un’approfondita conoscenza dei materiali. Tutte caratteristiche che fanno di Piergiorgio Gherardini, e del suo nuovo brand No leather, no bags, l’artigiano di una volta. L’intreccio tra l’abilità manuale, l’estro e il gene matematico fa sì che la creatività incontri la meticolosità, il calore incontri il rigore formale. Le borse che realizza sono opere d’arte grazie alla loro manifattura, al sapiente accostamento di colori e alle forme originali. La borsa non è solamente bella, ma è anche parlante, perché racconta una storia di creatività e passione.

L’artigianato, come una volta!

Il nome del tuo brand è No Leather No Bag. Che importanza dai ai materiali che utilizzi?

Senza pelle, niente borse, più chiaro di così! Naturalmente anche il disegno e le proporzioni sono importanti, ma credo che una bella borsa non possa che essere in vera pelle. La pelle, fra l’altro, è uno dei pochi materiali che rimane gradevole e bello anche se soggetto ad usura e segnato dal tempo. Un altro materiale con queste caratteristiche è il legno, ma una borsa interamente di legno non riesco ad immaginarla.

L’artigianato, come una volta!

Com’è nata la passione per la borsa fatta a mano?

Da lontano, forse da qualche recondito gene: possiamo dire che molti tratti del carattere e delle inclinazioni sono ereditari? La prima borsa però l’ho realizzata per noia: avevo tempo a disposizione e una tendenza al lavoro manuale così ho fatto 2+2, ero già un matematico, e ho provato a modellare una pelle acquistata in una storica e ormai distrutta bottega a L’Aquila. Non avendo alcun macchinario a disposizione, la sfida era evidente: tutto doveva essere fatto con pochi, poveri strumenti: coltello, riga e compasso, come nella geometria euclidea (a parte il coltello). Seguendo l’esempio di zio Paperone con il suo primo cent guadagnato, conservo gelosamente la mia prima borsa.

Come selezioni la pelle che utilizzi per le tue borse?

Intuizione: vedo una pelle, scatta un flash, e mi immagino la borsa finita! Inoltre cerco pelli che mi permettano di proporre particolari abbinamenti di colori. Le mie borse sono essenzialmente pezzi unici, quindi non ho il problema di mantenere un aspetto uniforme nella produzione, né tanto meno di inseguire i colori di moda.

Che genere di persona ti immagini dietro a queste borse? 

Notaio, donna, ma anche maestra, agente immobiliare, consulente free-lance o deputato.

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Ragazza con forte personalità con qualche possibile eccezione in più o in meno.

L’artigianato, come una volta!

Donna, di qualsiasi età, con una fiera volontà di reagire al declino.

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Amante di borse comode da indossare in spazi aperti, senza rinunciare a un certo stile: è nata come beach-bag, ma di sicuro può trovare una giusta collocazione anche lontano dalle spiagge!

L’artigianato, come una volta!

Cosa ne pensi del ritorno della borsa anche per gli uomini?

Se per “ritorno” si intende una prescrizione della moda, non saprei cosa dire, non ho le necessarie competenze … Personalmente ho sempre preferito una borsa al fatto di riempire ogni tasca disponibile con chiavi, portafogli, monetine, penne, occhiali, gadget elettronici di vario tipo, e chi decide in questo senso non abbandona più l’abitudine della borsa. Naturalmente poi esistono infinite variazioni al modo in cui ciascuno si rapporta con i diversi stereotipi culturali: l’importante è sopravvivere.


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