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L’italia dei paradossi

Da Effettoparadosso
Ora, speriamo che sia finita l’Italia dei paradossi.
L’Italia dove quando fuori piove il posto meno sicuro è un tetto sulla testa.
Dove quando i disonesti fanno i disonesti c’è quasi sempre qualcuno che con un condono li trasforma in cittadini onesti.
Dove alcuni Ministri della Repubblica italiana da Ministri della Repubblica italiana ne inneggiano la secessione.
L’Italia dove per favorire lo sviluppo economico si tende a licenziare.
Dove nell’era della tecnologia nelle scuole ci sono solo lavagne senza gessetti.
L’Italia delle morti violente di giovani donne i cui processi si fanno nei talk-show (e ci fanno anche credere che aiutano le indagini).
Dove l’arte non si coltiva ma si mette da parte.
Dove un Ministro della Repubblica italiana per esprimere un suo dissenso alza il dito medio.
L’Italia dove tra il bianco e il nero di riviste e quotidiani che magari parlano della grave crisi economica che ci affligge e sconfigge pubblicizzano capi d’abbigliamento, calzature, arredamento di grandi marche costosissime che solo quell’1% della popolazione mondiale può permettersi e il restante 99% li sfoglia e li sogna.
Dove la TV di Stato pubblicizza giochi e lotterie per invogliare i poveri a comprare biglietti di utopie usuraie autorizzate.
L’Italia dove la sanità pubblica costa più di quella privata.
L’Italia delle veline, pedine, meteorine, schedine, degli show e delle olgettine.
Che sia un’Italia migliore per tutti quegli italiani figli di un Dio minore.

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