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NBA: ‘Barba’ Harden sesto uomo dell’anno

Creato il 11 maggio 2012 da Basketcaffe @basketcaffe
barba

Con il classico stile che lo contraddistingue, a partire dal modo di vestirsi, con un completo tendente al rosa pesca, il tradizionale farfallino come nel giorno del Draft e la barba sempre più folta, James Harden ha ritirato lo strameritato premio di “Sesto uomo dell’Anno”. Il Barba degli Oklahoma City Thunder ha fatto man bassa in termini di voti, stracciando la concorrenza e aggiudicandosi un titolo che era scontato da almeno tre mesi.
Anche in questo si vede l’analogia tra San Antonio Spurs, il modello, e i Thunder, gli allievi. Harden è in tutto e per tutto un titolare, una stella, un secondo/terzo violino, che, come succede in Texas con Manu Ginobili, esce dalla panchina per dare il cambio di ritmo nel primo tempo, e poi chiude le partite insieme ai titolari. E anche l’argentino si è aggiudicato, in carriera, un Sixth Man Award. Harden, per il tipo di gioco, assomiglia molto al Narigon di Bahia Blanca: sono entrambi mancini, hanno tiro da fuori, capacità di spaccare in due la difesa in penetrazione, producono punti per sè ma anche per i compagni. E sono i leader del secondo quintetto.

Il Barba ha chiuso la stagione con quasi 17 punti di media col 49% al tiro in poco meno di 32 minuti sul parquet, migliorando di quasi 5 punti la produzione rispetto all’anno passato (da 12.2 a 16.8). Ha anche stampato il career high con 40 contro i Phoenix Suns. A 22 anni è il secondo più giovane di sempre a ricevere questo premio dopo che Ben Gordon, con i Chicago Bulls, se lo aggiudicò a 21 nel 2005, da rookie. Harden, come detto in precedenza, ha stracciato la concorrenza in termini di nominations: ha conquistato 115 primi posti sui 119 disponibili (3 per Louis Williams e 1 per Taj Gibson), ottenendo 584 punti contro i 231 di Williams dei Sixers. Un plebiscito insomma.

NBA: ‘Barba’ Harden sesto uomo dell’anno
Da sottolineare come per il Barba sia stata decisiva la trade dell’anno passato che ha portato Kendrick Perkins ad Oklahoma City e il duo Nenad Krstic-Jeff Green ai Boston Celtics. La partenza di Green, nonostante fosse il miglior amico in squadra della stella Durant, ha aperto le porte ad Harden, che da terza scelta assoluta del Draft 2009 considerata una specie di fallimento, una combo-guard che non aveva abbastanza tiro per fare la guardia e intelligenza per fare il play, è diventato il giocatore chiave dalla panchina per i Thunder.

Dopo la gomitata presa da Metta World Peace contro i Lakers, il Barba si è ripreso alla grande e con il riconoscimento di ‘Miglior riserva della stagione’ in tasca, può andare alla caccia del titolo Nba con i Thunder e, perchè no, anche dell’oro olimpico, se riuscirà ad entrare nel roster finale di Team Usa per Londra.


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