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Nell’acqua di ogni stagione – Alfonso Nannariello

Da Fabry2010

Nell’acqua di ogni stagione – Alfonso Nannariello

Nell’acqua di ogni stagione

Ho un elenco di giorni

Tutti senza verso

Agosto

qui si saldano a stagno in noi le stagioni

lampi tra nuvole foglie terremoti e frane

qui, in questo ingombro di cose

di colline di tane di fiumi e cespugli

qui, ai piedi dei giorni

tu rimani a raccogliere un disastro da terra

qui, con la tua preghiera alle cose

sulla corteccia di ogni stagione

tu rimani ad incidere, per ogni acino e seme sprecato

una ressa di nomi che spingono e strillano

per essere detti. qui ogni notte da sempre

tu trattieni le nebbie

e sulle corazze disadorne dei corpi e delle stagioni

fino al primo albore del giorno

ogni notte devota mi aspetti

Novembre

#

o senza amore verrà a nevicare

e la donna che era con me uscirà

solo gli occhi affaccerà dal suo scialle

il tagliere dal manico scuro, sul tovagliolo

riceverà l’assoluzione dal bianco

con ogni fiocco che cade

a cancellare i suoi passi

a farla ogni giorno più sola

senza più quella punta di spina

che ora le raspa la gola

i nostri nomi sono incisi su lame di coltelli

la mia donna s’affaccia dai suoi scialli neri

sulla soglia avariata dei miei giorni

in barattoli di vetro gli organi evirati

accatastati sul bancone, senza più cartelli

la mia donna sulla parete ha appeso

un’aureola di foglie, l’alloro della mia santità

il mio latrato sull’orlo delle sue vesti

la mia donna accenderà alla neve

un fuoco di biancospini, una musica nuziale

e canterà il suo amore in faccia ai muri finché

la spina dell’alba non la ingiuri

non so se un giorno verrà

se un giorno di gloria verrà

non so se il vento di ottobre

schiaccerà il tasto della radio

e ballerà con te lento

dietro il panneggio dei vigneti

se il gracidare di corvo

di una canzone s’alzerà

a sterminarci di nuovo la carne di baci

non so novembre chi toccherà

tra i rami e le tombe che assaggia

coi suoi liquori e i sapori

se l’anima in corpo a dicembre sarà

sul bicchiere dei sensi per noi

ancora bocca di auguri

non so se ancora un giorno verrà

a posare il suo scuro mantello, a tirare

la sua freccia nel cuore, a febbraio

tra i nostri nomi sul muro

Li ho visti sotto gli ulivi del calvario

tre angeli e tre agnelli

ogni angelo ha immolato il suo

ora tocca a me pulire il sangue

lavare loro le mani ed asciugarle

ridare il bianco alle vesti sgualcite

togliere d’intorno gli avanzi

e rimettere loro gli anelli

Sui sigilli del ventre

vertigina ponente.

La solitudine dispone le sue truppe

in formazione di combattimento

e il grigiore assalta col vento

le fronde del venerdì santo.

In lente ascensioni di porpora

avanza stendardi un dolore.

Una pioggia si prepara a cadere

nella macchia e sulle linee nemiche

sui miei capelli grigi e sulla terra

sulle caviglie e sui polsi

legate alle spalliere dei letti.

Tu sei un temporale d’autunno

che batte la tempia del campo arato.

Sei il tormento profondo del seme

che la zolla di umori marcisce.

Tu sei l’ininterrotto silenzio,

la siepe spinosa nell’orto

del mio capo allarmato.

La collina ha perso l’odore

selvatico d’origano e

nella curva il freddo guaisce

legato al suo laccio di bora.

Essiccano in vetrina

voti di stagione.

Un dio insoddisfatto indugia

tra gli specchi. Io

non smarrirò la mappa del destino

se il muschio ancora lambirà

dalle cortecce il nord.

Su ceneri di stoppie

hai dormito.

Affaticata dal buio

la falena è caduta.

Il sonno s’è sparso

dove tutto è bruciato.

Sul mio albero d’autunno

hai lasciato la larva

a divorare il germoglio.

ALFONSO NANNARIELLO si è specializzato in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli.. Ha pubblicato le raccolte poetiche:Le nozze della notte (Book editore, 1993), A devozione (Procaccino editore, 1995), la trilogia Se il cielo fosse vuoto (Delta 3 edizioni, 2010): La gloria dei frammenti, In forma di teatro, Nell’acqua di ogni stagione, e i saggi: Via Concezione (Librìa, 2003), Calitri. Una poesia di Ungaretti da ritrovare (Delta 3 edizioni, 2006), Il corpo e il sangue. La passio di san Canio e le altre legendae (Delta 3 edizioni, 2007), Dal fondo dei ritratti. L’opera di Luigi Rainone (1968-1975) (Delta 3 edizioni, 2008).

E’ nato e vive a Calitri (AV).



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