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Creato il 27 settembre 2013 da Ilpescatorediperle
L'annuncio di dimissioni di massa del PdL e le esternazioni omofobe di Barilla si sono quasi sovrapposte nel dibattito degli ultimi giorni. Queste due vicende hanno qualcosa in comune. Non il fatto che Guido Barilla sia uno degli imprenditori contattati da Berlusconi per il rilancio di Forza Italia, né che le pubblicità Fininvest col fusillo in tasca e il gatto sotto la pioggia degli anni '80 siano uno dei motivi del successo di quel partito, credo. E nemmeno che il PdL si dichiari a sua volta per la famiglia "tradizionale" - come se l'omosessualità non lo fosse altrettanto - e a difesa dell'omofobia.(Che poi, si esprime contro un immaginario gay friendly nelle sue pubblicità uno che ha scelto come testimonial Mina e un attore feticcio di Almodovar; che poi, è omofobo uno che si faceva chiamare "Betty" dalle sue commensali eleganti. Ma questi son dettagli.)Vorrei parlare di un altro fattore di accomunamento, e cioè il modo con cui le dichiarazioni dei parlamentari PdL e di Barilla siano entrambe avvenute nella più sovrana indifferenza per le loro ricadute internazionali, come se vivessimo in un paese chiuso alle comunicazioni con l'esterno come la Corea del Nord (anzi, nemmeno, ormai la Corea del Nord è una dittatura fondata sui servizi fotografici de il Post).Le frasi gay unfriendly di Barilla sono state smentite con un comunicato su Facebook in italiano. Chissà se ha pensato che la sua è una multinazionale (e poi ci si chiede perché Telecom e Alitalia sono acquistate all'estero), che la pasta Barilla si vende e si mangia dappertutto, tra cui in molti paesi meno omofobi del nostro e spesso dotati di unioni civili o matrimonio per tutti. Chissà se sa che alle sue parole hanno reagito in tanti fuori dall'Italia, anche gente che non sa chi sia Giuseppe Cruciani (beati loro). Un amico canadese mi ha scritto pure lui al riguardo, aggiungendo che "in fondo siete il paese che ha scelto tre volte Berlusconi", mettendo così in relazione pure lui le due cose.Dal Canada è passato Letta giorni fa. Uno può pensare quel che vuole di Letta e del suo governo. Ma di certo non si sottopone il premier del proprio paese a una figuraccia internazionale come quella che l'annuncio di dimissioni nel PdL, in sua assenza, ha prodotto nel suo viaggio in Nordamerica per convincere ad investire in Italia.
La verità è che nulla spiega l'inanità di Barilla e del PdL rispetto alla dimensione internazionale dei loro atti come una sconsolante affermazione di una sconsolante deputata, fatta qualche tempo fa in televisione, cioè questa. Dove ad essere sconsolante non era tanto pensare che la Casa Bianca fosse a New York, ma che essere corrispondente dagli Stati Uniti, cioè "all'estero", cioè non in Italia, si dovesse considerare una punizione.da TEMPI FRU FRU http://www.tempifrufru.blogspot.com

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