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Raqqa viene massacrata silenziosamente

Da Mizaar

LAPIDAZIONEIl titolo, delirante e crudele, commenta il video pubblicato in queste ore sui siti web di tutto il mondo. Il filmato, girato ad Hama in Siria, mostra una donna di spalle, velata, che viene accusata di adulterio da alcuni militanti dell’Isis in compagnia di un uomo anziano sedicente padre della donna. Come è noto l’adulterio viene perseguito dai pazzi fondamentalisti islamici, applicando alla lettera la legge coranica, la Shariʿah. In pieno delirio i militanti, rivolti al padre della donna, gli dicono che questa ha peccato e che dunque deve essere punita, ma non si capisce come, si dicono disposti a perdonarla e chiedono al padre il suo giudizio a proposito. Dopo diverse sollecitazioni da parte dei barbuti il “ padre “ irremovibile decreta la morte della donna per lapidazione. Quindi lui stesso la lega e la conduce in un fosso scavato di proposito e inizia a lanciarle delle pietre seguito dagli altri. Descrivere quello che si vede fa montare una grande rabbia, guardare il video fa inorridire e rende inutile ogni possibile considerazione razionale. Che il video possa essere una “ montatura “ per mettere sull’avviso le donne sui loro doveri di donne islamiche è una possibilità che andrebbe tenuta in considerazione – altrimenti proprio non si capisce come mai i militanti, feroci in mille altre occasioni, si abbandonino ad una blanda giustizia e si disponino al perdono della donna, comunque giustiziata da un padre che figura come quello a cui preme l’onore della famiglia e tira la prima pietra. Che si vogliano dipingere meno cruenti con le loro donne, ma non troppo? Fatto sta che la regola di sangue applicata in questa situazione e in altre, a base di decapitazioni, fa di questi esseri – impossibili da definire persone – un arcaico miscuglio di estrema brutalità, di ignoranza assoluta, di barbara pazzia. Ancora una volta si mette in evidenza l’inutilità del ruolo femminile in un contesto che le vuole asservite e devote, adatte alla sola procreazione, superflue socialmente. Quale uomo ha peccato con Raqqa? Perché non viene giudicato colpevole secondo quella legge che vuole le donne adultere lapidate? Situazione estrema e terribile, ma se ci fermiamo a riflettere un momento, quante volte nel nostro comodo modo occidentale si giudica, certo in maniera più blanda e solo a parole, per fortuna, una donna “ colpevole “ di adulterio? Si è adulteri in due, fino ad essere capaci di dimostrare il contrario. E penso ancora, rabbrividendo, a quanto è stato detto non molto tempo fa sull’utilità di stabilire un dialogo con questi forsennati, poiché combattendo nei termini e con le modalità che sono sotto gli occhi del mondo intero, non fanno altro che manifestare la loro legittima protesta contro il corrotto mondo occidentale. Ma di che cosa stiamo parlando? ( cit. )


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