Magazine Cinema

Recensione film After Earth

Creato il 09 giugno 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

after-earth

Frase chiave del film: “Il pericolo è reale non la paura”

La recensione

Ce ne vuole di coraggio e anche di bella faccia tosta per fare dei film tipo After Earth. Nulla contro il genere, che è il fantascientifico catastrofico apocalittico, ma chi si aspetta di trovare un Will Smith in forma smagliante rimarrà ampiamente deluso.

La storia è tanto semplice quanto banale e già rivista migliaia di volte negli ultimi anni sul grande schermo. In un futuro remoto, la terra è un pianeta nemico degli esseri umani, che dopo averla distrutta sono costretti a mettere radici su Nova Prime. Il problema è che gli alieni, decisamente scontenti dei nuovi inquilini, sguinzagliano contro gli uomini dei mostri informi, gli Ursa, che uccidono senza pietà, non vedendoli ma sentendone la loro paura attraverso i ferormoni. Will Smith è uno dei generali Ranger, ovvero quella particolare categoria che non prova paura e che può tranquillamente combattere contro questi mostri. Il figlio teen ager vorrebbe emulare le gesta del padre ma la paura è più forte di lui, e cerca in tutti i modi di guadagnarsi il rispetto e l’approvazione del genitore. Il padre decide, anche per costruire un rapporto inesistente con il figlio, di portare il piccolo con se in una missione per insegnarli a superare i propri timori. Guarda caso la missione va male e l’astronave viene scaraventata sulla terra, ovviamente padre e figlio sono gli unici sopravvissuti. Il finale non lo sveliamo per ovvi motivi, anche perché non c’è alcun tipo di interesse di fronte ad una pellicola che vuole mischiare i buoni sentimenti alla Disney con le virate dark tipiche di Ridley Scott. Il problema di After Earth non è solo quella di una sceneggiatura, scritta dallo stesso Will Smith, che manca della più elementare fantasia e struttura drammaturgica, ma che il film non è altro che un trampolino di lancio, piuttosto maldestro per esaltare le “non” doti di attore di Smith JR. Pensavamo che l’America fosse si un paese nepotista, ma con gusto. Stavolta, invece, tutto sembra lanciato a caso per esaltare Jaden Smith, per altro bravino ne La Ricerca della Felicità, ma qui totalmente inespressivo e non aiutato da un gessato e monocorde padre. La cosa che sorprende maggiormente è poi come questo lavoro va a confermare la discesa negli inferi delle grandi promesse mancate di un regista come M. Nighy Shyamalan, che pure ci aveva sorpreso con Il sesto senso, ma che non è più riuscito a dirigere pellicole accettabili da diversi anni a questa parte. Salvando qualche bel paesaggio e qualche momento, ma robetta, di tensione, di After Earth rimane davvero ben poco se non la consapevolezza che Smith JR sarà una delle prossime star hollywoodiane se andrà a scuola di recitazione.

di Katya Marletta


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :