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Recensione "La promessa del plenilunio" di Riikka Pulkkinen

Creato il 10 settembre 2013 da Alessandraz @RedazioneDiario
Pubblicato da Irene Sorrentino Cari lettori,
oggi vi presento un libro a me molto caro, La promessa del plenilunio, romanzo da me tradotto dal finlandese e uscito lo scorso marzo 2013 per Garzanti. Riikka Pulkkinen, classe 1980, autrice giovane ma già affermata nel panorama letterario finlandese, si contraddistingue per il suo stile elegante e le sue storie intrise di umanità.  È divenuta nota al pubblico italiano nel 2012 con L’armadio dei vestiti dimenticati.
Riikka Pulkkinen affronta argomenti delicatissimi in modo così equilibrato che non c'è nient'altro da aggiungere. Kaltio
Il romanzo davvero ribelle di Riikka Pulkkinen affronta magnificamente i temi dell'amore e della morte. Helsingin Sanomat
Autore: Riikka Pulkkinen
Titolo: La promessa del plenilunio
Titolo originale: Raja
Traduzione di: Irene Sorrentino
Casa Editrice: Garzanti
Pagine: 303
Prezzo: € 17,60 
Data di uscita: marzo 2013
Trama: Anja Aropalo ha cinquantatré anni, è professoressa di letteratura all’università di Helsinki, e a causa della grave malattia del marito, ammalatosi di Alzheimer, sta attraversando un momento di vita molto difficile. Lui ha dimenticato tutto: lei, la loro vita insieme, tutti i momenti felici. Quella malattia sembra aver spazzato via ogni cosa e colui che era stato il compagno di una vita, l’uomo che aveva amato e che ama ancora fortemente, è svanito. Poco prima che la malattia prendesse del tutto il sopravvento, in una notte di plenilunio, il marito le ha chiesto di fargli una promessa, una di quelle alla quale sente non riuscirà mai a tener fede. Anja ha una nipote, Mari. Ha sedici anni e si sente brutta, sbagliata, inutile. La giovane spesso fa un gioco, immagina di morire e nel corso della sua giornata pensa a tutte le situazioni che potrebbero causare o comunque condurre alla sua morte. Si disprezza e si autopunisce procurandosi delle ferite sul corpo. Quei tagli le inducono piacere, le servono per disegnare sul corpo dei confini che delineino ‘graficamente’ la sua identità. Mari s’invaghisce del suo insegnante di letteratura, Julian, che, costretto nella morsa di un matrimonio in disfacimento e della crisi di mezz’età, si lascerà coinvolgere in un’intensa storia d’amore. Tra loro l’attrazione fisica è molto forte e finalmente Mari si sente felice perché Julian la desidera, non fa che ripetere di volerla, tant’è che la soprannomina Désirée. Quell’uomo è tutto suo ed è in grado di definirla nei contorni e farla sentire intera. La loro, però, è una storia che infrange molte regole: “Salvami o uccidimi, amami o uccidimi”, con queste parole Mari implorerà Julian di non lasciarla.
RECENSIONE Il titolo originale finlandese del romanzo di Riikka Pulkkinen è Raja, che letteralmente significa in italiano 'limite', 'confine'.  Dove corre il limite tra giusto e sbagliato? Quanto il desiderio può essere perseguito se esso va contro ciò che è comunemente considerato giusto? Pulkkinen prova a dimenarsi in tale dilemma richiamandosi perfino all’Antigone di Sofocle la quale scelse d’infrangere le leggi imposte dal re seppellendo suo fratello perché sentiva che quella era la cosa da fare, e non rispettare la regola che imponeva il contrario. E allora, cosa faranno le due protagoniste? Anja manterrà la promessa fatta al marito? E Mari, cosa sceglierà come alternativa all’abbandono d’amore?

Pulkkinen dimostrerà che per fare ciò che si desidera e ottenere ciò che si vuole, giusto o sbagliato che sia, bisogna, necessariamente, andare oltre, abbattere un confine imposto dall’esterno o anche solo da noi stessi. E compiendo ciò, forse, si può giungere alla propria felicità, anche se questa può non avere le forme in cui la si era immaginata prima.

La scrittura di Pulkkinen è elegante, armoniosa, densaRiesce a condensare concetti profondi in frasi comunemente brevi (elemento tra l’altro tipico della letteratura contemporanea finlandese). Nella traduzione si è inoltre rivelato necessario tentare di ricreare linguisticamente i giochi di parole, i possibili fraintendimenti e il senso del non detto di alcune frasi.

Si riporta un esempio facilmente comprensibile. Nel primo capitolo del romanzo Anja sta per tentare il suicidio e dispone le pillole che intende ingurgitare a breve formando delle parole. Man mano che le ingoia, cambiano le lettere e quindi, un po’ secondo le regole dello Scrubble, si formano nuove parole. Operazione non facile è stato ricavare parole in italiano che rendessero lo stesso senso di quelle in finnico e che potessero essere incastrate tra loro seguendo uno schema similare.

Dispose le pillole in modo da formare le parole: DOXAL. MERDA. Quando modificò l’ordine delle lettere, venne fuori AMORE. La parola successiva che formò fu poi NOSTALGIA.Per iniziare Anja inghiottì alcune lettere della parola “nostalgia”. NTG. GENTE. Questa faceva rima con DIVERTENTE. No, diamine. Non era divertente, non lo era proprio. A quel punto Anja ingoiò l’intera parola. (p.15)

L’autrice descrive con molta intensità i rapporti sessuali tra i protagonisti, e questo credo sia dovuto anche a una forte ‘fisicità’ del romanzo che narra una storia in cui i sentimenti si sentono sulla pelle, nel corpo e nel cervello; in questi passaggi l’attenzione rivolta alla scelta dei termini, è stata particolarmente studiata, volta a ricreare le stesse atmosfere dell’originale, in quanto l’autrice adopera sia termini standard che volutamente spinti.
Una delle caratteristiche del romanzo è la compresenza di vari personaggi, le cui vite sono vicendevolmente intrecciate. Ognuno di loro ha una propria voce e un proprio modo di parlare, legato alla propria personalità e storia personale. Tra tutti i protagonisti colui che non mi ha ispirato particolare antipatia è stato Julian, un individuo mediocre e presuntuoso, così impegnato a badare a se stesso e ai suoi progetti che dimentica di osservare la felicità (e l’infelicità) delle persone che lo circondano.

Come già accennato in principio, La promessa del plenilunio è il primo romanzo di Riikka Pulkkinen, pubblicato in Finlandia nel 2006. L'autrice racconta, in numerose interviste, apparse sulla stampa finlandese, di aver preso a scriverlo negli anni di università e che all’origine questo libro era un ammasso di fogli di circa il doppio delle dimensioni che avrebbe poi assunto (in finlandese si contano ben 399 pagine). Inoltre, ammette il suo particolare coinvolgimento emotivo nei confronti dell'opera e dei personaggi con i quali, racconta, essere nato un particolare legame.

Una piccola curiosità (che non sfugge al lettore attento): il personaggio femminile Mari sembra avere proprio le caratteristiche fisiche della scrittrice stessa.

Lo scorso autunno in Finlandia è uscito il terzo libro di quest’autrice dal titolo Vieras, ancora inedito in Italia.

L'AUTRICE Riikka Pulkkinen è nata nel 1980 a Tampere, Finlandia. Dopo il successo internazionale del L'armadio dei vestiti dimenticati che le è valso l'ingresso nei più prestigiosi circoli letterari del mondo e che è stato accolto come uno dei migliori romanzi finlandesi del 2006, Riikka Pulkkinen ci regala La promessa del plenilunio, un'opera sorprendente e coraggiosa che l'ha consacrata come nuova voce della letteratura internazionale. 

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