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Se l’editore sei tu

Da Marcofre

Di Guy Kawasaki e della bibita (o meglio: birra) da presentare in Cina avevo già parlato nel 2011 all’interno di un mio post. È sempre utile ribadirlo perché ancora adesso ci si illude che sia sufficiente esserci per arrivare da qualche parte. Per farla breve: la logica della bibita presenta in realtà 4 problemi tutt’altro che semplici.

  • Nessun imprenditore ha intenzione di attaccare un mercato come quello cinese;
  • Convincere l’1% dei cinesi a bere una nuova birra (straniera per giunta), è un’impresa titanica;
  • Qualunque azienda ha lo stesso obiettivo, riferito però a un altro mercato;
  • Chi punta all’1% del mercato non è interessante.

 

Se chi legge pensa che si tratti di bubbole, o fi argomenti che non valgono per delle storie, avrà presto una grossa delusione. Basterà provare per capire che la strategia, se ci deve essere, deve avere una caratteristica: badare alla realtà, non ai sogni o alle speranze.

Il punto è che esistono due generi di obiezioni. La prima: l’opera non si presta affatto (o molto poco) a essere pubblicizzata o promossa.

È il caso dei miei racconti, per esempio.

La seconda: la promozione o pubblicità dell’opera, viene vista come “cosa cattiva”. Di solito si usa il primo termine, invece del secondo, proprio per dare a questa pratica un alone meno commerciale e meno volgare. E ci si arrende a questa pratica come se fosse qualcosa di inaudito e squallido. Non si dice che chi scrive deve scrivere e basta? E che certi compiti spettano invece all’editore?

E se l’editore sei tu?

Esiste una semplice verità. Non esiste prodotto che non possa essere promosso e pubblicizzato. Se esistono le pubblicità per le pompe funebri, perché le storie dovrebbero evitare una tale strategia? Qui non si tratta di vendersi. Nemmeno è in discussione la bontà dello scritto, che deve esserci è ovvio; ma non basta.
Non perché la qualità è superata.

Le persone devono sapere (almeno alcune persone) che c’è un nuovo spettacolo in città.

L’autore ha potuto permettersi di fare lo schizzinoso perché di questa parte ha sempre delegato ad altri il fardello. A lui restava il compito di muoversi tra la folla come una benigna divinità dispensatrice di saggezza. Dietro le quinte, uffici stampa e esperti di marketing confezionavano la forma di comunicazione più aggressiva e seducente possibile.

Ma adesso le cose cambiano. L’editore sei tu.

 


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