Magazine Diario personale

12/11/2012

Da Bens
E' sorprendente come in alcuni giorni tu semplicemente non ci sia, come io non riesca a sentire niente pensandoti, come mi convinvica di poter avere una nuova occasione guardando altrove.
In quei giorni mi stupisce ricordarci così tremendamente legati al destino dell'altro, quando le nostre rispettive presenze si confondevano negli stessi perimetri e avevano lo stesso odore. In quei giorni, quando tu non ci sei ed io non provo niente, mi sembra che non sia mai successo nulla, che tu sia spuntato fuori da un libro e che il resto appartenga alla memoria di qualcun altro.
Poi ci sono gli altri giorni però, quelli in cui me ne guardo bene dall'uscire dalla cucina perché ti vedo passeggiare su e giù nel corridoio, appoggiato al divano, steso sul mio letto, nudo sotto la doccia. E me ne sto in cucina, a fumare una sigaretta dietro all'altra, interrompendo lo stillicidio dei miei pensieri solo per preparare un'altra macchinetta del caffè.
In questi giorni prendo uno dei libri che hai lasciato a casa mia. Lo apro, lo annuso, lo sfoglio e immagino le tue mani che guidano le mie fino all'ultima riga. Non lo hai nemmeno letto il libro che ho scelto oggi. Lo avevi comprato perché te lo aveva consigliato tua madre che ne aveva letto su una rivista che aveva dimenticato quella sua amica così brava a fare i biscotti alla cannella.
Durante questi giorni penso che potrei morire, che vorrei morire, che sarei capace di morire. Penso che mi piacerebbe saperti disperato ai piedi della mia tomba, chiamare il mio nome perché mi rivorresti indietro.
E' doloroso per me ma non ho mai conosciuto un dolore così dolce, non ho mai avuto così paura che il tempo potesse portarmelo via. Poi sparisci, non ci sei ed io non sento niente. Non lo faccio di proposito, credo che sia una reazione autoimmune del mio corpo che, straziato dall'agonia di giorni infiniti, finisca con il secernere qualche strana proteina che mi alieni dal tuo ricordo.
Preferisco i giorni in cui ci sei, perché sono quelli più veri, perché anche se non mi vuoi più, mi rincuora sapere che io ti voglia ancora. Come sempre. Mi rassicura sapere di volerti, sapere che per me non è cambiato molto. Non saprei sopravvivere senza questa certezza.
I giorni in cui ci sei sono anche i giorni che odio di più. Osservo le persone vivere in modo ordinato, alcuni sono così arditi da essere perfino allegri. Per loro è un nuovo giorno qualunque, per me è l'ennismo giorno qualunque con un buco nel petto.

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