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Anna Maria Cancellieri o Stefano Rodotà? il PD si spacca.

Creato il 20 aprile 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

E dopo l’allontanamento di Franco Marini da potenziale successore di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, chi sarà il prossimo a guidare il Paese dal Quirinale? Le ultime consultazioni hanno letteralmente gettato nel caos istituzionale l’Italia, che in un modo o nell’altro – che piaccia o no – ha celebrato il suicidio politico di Pier Luigi Bersani, ormai ridotto alle corde, per un governo instabile che non ha saputo personalmente guidare. Ed ecco dunque aprirsi per un’ennesima volta l’immagine evocativa dell’urna elettorale. Chi sarà il prossimo? È questa in fondo la domanda, che un po’ per scommessa e un po’ con cognizione di causa, gli Italiani si stanno ripetutamente ponendo in questo periodo difficile. Intanto le indiscrezioni, i malesseri e le simpatie continuano a trapelare indisturbati dall’alto degli ambienti politici e istituzionali romani. Il premier Monti ha per l’occasione manifestato un certo appoggio e consenso al risultato ottenuto dal Anna Maria Cancellieri alla quarta votazione, e pertanto non tarda a complimentarsi dell’esito raggiunto. “Scelta Civica,” ha così annunciato lo stesso Monti, “ha espresso in modo compatto il proprio sostegno ad una candidata che, già in questa prima occasione, ha dimostrato di poter attrarre il consenso di altre forze politiche”. In questo senso, Mario Monti ha voluto sottolineare in filigrana l’importanza in questo momento cruciale di ricercare una figura capace di coniugare le istanze proprie delle diverse coalizioni. Insomma, un soggetto ben disposto alle larghe intese. Ed è così che ha aggiunto ancora: “Si conferma così che quella di Anna Maria Cancellieri è una candidatura forte. Personalità che unisce e non divide, che sa avvicinare le istituzioni ai cittadini, indipendente dai partiti e perciò in grado di essere garante, autonoma da ogni potere economico o finanziario, servitore dello Stato che si è distinto nella lotta all’illegalità e alla criminalità”. In altri termini, Mario Monti – in quest’indubbio elogio proferito in favore del ministro Cancellieri – ha evidenziato il bisogno urgente di ridare fiducia alle istituzioni, dopo che gli Italiani, per il susseguirsi di spiacevoli malumori, hanno progressivamente manifestato una disaffezione nei confronti della politica. Dunque vuol essere questo l’appello sincero del premier alle due maggiori coalizioni politiche del momento, il Partito Democratico di Pier Luigi Bersani e il Partito delle Libertà di Silvio Berlusconi: “Trovare tante qualità riunite in una persona merita l’attenzione di tutte le forze politiche che vogliano, attraverso un’elezione così importante, dare un forte segnale di rinnovamento, di fiducia nelle capacità dell’Italia di guardare avanti, di rispetto per il ruolo della donna nella società”.
Di altro avviso è invece il partito di Nichi Vendola, Sinistra Ecologia e Libertà, dove il futuro della Presidenza al Quirinale debba leggersi necessariamente in direzione di un’innegabile convergenza unitaria per il Centrosinistra. Insomma, dopo la rinuncia come candidato al Quirinale di Romano Prodi, Vendola esorta al sostegno nei riguardi di Stefano Rodotà, già in precedenza sostenuto e votato dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Avrebbe pertanto scritto lo stesso Vendola su Twitter: “Grazie Prodi. Il tuo nome era garanzia di libertà dall’inciucio. Ora rivolgo un appello ad ognuno dei parlamentari e dei grandi elettori del Partito Democratico per convergere il proprio voto su Rodotà”.
Infine, non resta certo silenziosa la voce di protesta del movimento di Grillo, che ha fugato ogni eventuale dubbio mediante l’ultimo comizio a Udine: “Abbiamo saputo che Prodi se ne va umiliato, che la Bindi ha dato le dimissioni. E adesso veniamo alla resa dei conti. Noi ce li ricordiamo i conti in sospeso…”.

Articolo di Stefano Boscolo.

 

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La foto di Rodotà è di Alessio Jacona, licenza CC BY-NC-SA, modificata
La foto di Cancellieri è della Presidenza della Repubblica


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