Questa è una storia del Fini perché è, anche, una storia di delfini. Di delfini mancati e di delfini sbagliati. Delfino di Almirante, Fini ha coltivato lungamente il sogno di fare il delfino di Berlusconi. Senza pensare, probabilmente, che un capo vuole esecutori, non collaboratori, e men che meno successori. Specie se si ritiene eterno, invincibile, tombeur de femmes (et tombeur de politiciens). E ora che è tornato ad essere lui il capo, per quanto di un fazzoletto striminzito di voti, investe la persona meno degna. Bocchino è una maschera mediatica. E' ovunque, è sempre in televisione, sui giornali, in radio. E' l'Alfonso Pecoraro Scanio della destra. Non ha competenza specifica su nessun tema. Alza la voce, prevarica, non sa fare un ragionamento vagamente lungimirante, approfondito.Il Fini ha sbagliato tutto.Anche grazie a lui e agli altri delfini mancati e sbagliati, non solo nel centrodestra, sembra quasi di rivivere i primi anni novanta. Una classe politica corrotta, un paese declinante. Rischiamo di tornare allo schema del '94, con tre poli. E, ovviamente, ancora Berlusconi. Si riparla delle stragi del '92-'93, perfino di Pio Albergo Trivulzio, dove tutto è cominciato (o tutto è finito, vedete un po' voi). L'economia è stagnante, il debito alto, così come la disoccupazione. I giovani non hanno grandi chances. Il Fini ha sbagliato tutto. E c'è chi, nel Pd, pensa ancora ad una grande coalizione con tutti gli ex delfini, da Casini a Fini. Tanti auguri.
da TEMPI FRU FRU
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