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L'atteso attacco aereo è partito puntualissimo. Aerei francesi ed inglesi hanno bombardato il suolo libico già durante la notte e gli attacchi stanno continuando in queste ore, pare con l'intervento anche di velivoli americani.
Da noi qualcuno si comincia ad accorgere dell'assenza di manifestazioni contrarie all'intervento bellico degli stati neocolonialisti, ricordando quello che invece accadde ai tempi della guerra contro l'Iraq.
Eppure non dovrebbe sfuggire che il regime di Gheddafi è molto meno crudele e pericolo di quanto non fosse quello di Saddam, nonostante il suo passato da terrorista.
Di certo non ha una potenza militare neanche paragonabile a quella iraqena, tanto che si fa un po' di fatica a capire quali obiettivi gli aerei dell'alleanza per il petrolio stiano colpendo e a cosa dovrebbe servire la no fly zone, se l'aviazione libica è costituita da pochissimi aerei ed elicotteri.
Ma nella farsa tragica di questa guerra la cosa più divertente è, come sempre, il pollaio nazionale, quello dei nostri politici e presunti intellettuali, tutti pronti a spiegare come e perché la posizione presa da questo o quel partito o questa e quella organizzazione sono quella corretta.
L'elenco degli articoli pubblicati dal sito Dagospia da una esatta fotografia del degrado politico e culturale della società italiana, tanto che ormai si può dire che sparare sulla sinistra italiana è come sparare sulla crocerossa.
Da notare, tra l'altro, l'assenza di una dichiarazione di Uolter, che per primo aveva richiesto l'intervento armato: si fosse accorto di aver detto delle sciocchezze? Si sa che nella vita c'è sempre una prima volta.
L'unico a parlare chiaro in queste ore, come spesso accade, è Umberto Bossi: dopo i capiscioni cattedratici9 e non si domandano perché la gente lo vota.
Il governo è ormai forzato a partecipare alla guerra, per difendere i vantaggi acquisiti con gli accordi stabiliti con Gheddafi e per farlo deve mostrare i muscoli ai francesi e gli inglesi. Per fortuna in questi ultimi decenni è stata portata avanti una politica di riarmo che consente all'Italia di non sfigurare nel campo bellico nei confronti degli altri paesi. Almeno non faremo la solita figura dei parenti sfigati.
Speriamo solo che qualcuno non sia tentato di vedere come funziona l'arma che ha tenuto nel cassetto per tanto tempo senza mai provarla, provocando così qualche guaio non voluto.
Il primo guaio per l'Italia è però già arrivato: un rimorchiatore d'altura, con otto marinai d'equipaggio, pare sia stato sequestrato dai libici.
Prepariamoci a settimane di propaganda e trattative segrete. Nel frattempo proverò ad avanzare la candidatura del presidente francese Nicolas Sarkozy come prossimo Nobel per la pace. Visto i precedenti è l'uomo più accreditato per ricevere il premio.
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