Arrivati quasi a metà stagione NBA possiamo fare un piccolo bilancio di come stanno andando i tre italiani nella Lega, visto che questa dovrebbe essere la stagione decisiva per tutti tre, che per motivi diversi sono chiamati a fare grandi cose: Bargnani deve dimostrarsi leader visto il contratto e lo status che gli è stato affidato dalla dirigenza dei Raptors; Gallinari deve diventare uno dei tre uomini decisivi per New York in questa che è la stagione del rilancio per i Knicks; Belinelli deve convincere tutta l’NBA che è un giocatore degno di giocare e non quello troppo titubante visto ai Warriors e ai Raptors.
Quello che sta facendo meglio è senza dubbio Andrea Bargnani, sia per quanto riguarda i numeri sia per la continuità che mette sul campo. Il Mago in 35 minuti di gioco sta viaggiando a 21.5 punti, 5.8 rimbalzi e 1.8 assist di media con il 47.3% dal campo, il 36.2% da tre e 82% ai liberi; è 15esimo nella classifica marcatori della Lega davanti a gente come Gay, Howard, Ginobili, Pierce e moltissimi altri, il che non può non essere preso in considerazione. L’infortunio che l’ha tenuto fuori dal campo quasi due settimane (dal 22 dicembre al 4 gennaio) probabilmente è servito al giocatore azzurro per ricaricare un po’ le batterie visto che al suo rientro ha fatto un poker di 23-25-17-30-26 punti segnati dimostrando di essere sempre più la prima opzione dei Raptors. Peccato che Toronto continui ad andare male a livello di squadra e al momento è 13-25 di record con l’undicesimo posto nella Eastern Conference.

Quello che ci fa sorridere, però, è l’atteggiamento di Danilo che a differenza degli anni scorsi (e dell’inizio di questo) non si limita solamente a tirare dalla lunga distanza ma attacca il ferro dimostrando di stare bene fisicamente e di avere voglia di far capire che c’è anche lui ai suoi compagni di squadra.

Nelle ultime 11 gare Marco è andato in doppia cifra ben 8 volte e anche se non sta tirando proprio benissimo non sta perdendo fiducia e anche Chris Paul dimostra di crederci e continua a servirlo, dimostrando di fidarsi. Il che è una cosa importantissima visto che a fine stagione la società dovrà decidere se esercitare l’opzione sul quarto anno di contratto dell’ex Fortitudo oppure lasciarlo free agent, e come sappiamo a New Orleans il parere di CP3 vale parecchio.




