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I nuovi Chicago Jazz… ops, Bulls

Creato il 21 settembre 2010 da Basketcaffe @basketcaffe

korver Dopo la grande rivalità di fine anni ‘90, con le Finals accesissime tra i Bulls di Jordan, Pippen e Rodman, e i Jazz di Malone, Stockton e Hornacek, in quanti avrebbero immaginato che in una sola estate sarebbero sbarcati nella Windy City ben tre ex giocatori di Utah? In pochi, credo. Sembrava l’estate in cui a Chicago dovessero scendere dai jet LeBron James, Chris Bosh, Dwyane Wade o Amare Stoudemire. Invece, i Bulls, vista l’impossibilità di raggiungere i bersagli grossi, hanno puntato sulla costruzione di una squadra con una logica molto interssante: forse non sono attrezzati per arrivare in fondo, ma le aggiunte ad una base già molto intrigante non possono che far ben sperare i tifosi dei Tori. Si riparte da coach Tom Thibodeau, il defensive coordinator che ha inventato la magnifica difesa dei Boston Celtics di Doc Rivers. Poi, ai già presenti Rose, Deng, Gibson, Noah e James Johnson, sono stati aggiunti Boozer, Korver, Ronnie Brewer, CJ Wallace, Kurt Thomas, Bogans e il lungo turco Omer Asik.
I Bulls hanno rinunciato a diversi giocatori, hanno lasciato tutti i free agent, Brad Miller forse la rinuncia più dolorosa, e hanno scaricato il contrattone di Hinrich agli Wizards. Finora, Chicago è stata coinvolta in vari rumors di trade, in particolare per Carmelo Anthony, ma nulla si è concretizzato, e probabilmente si concretizzerà, visto che la possibile contropartita, Noah, sta discutendo il rinnovo. Inoltre, anche la trattativa per portare Rudy Fernandez nella Windy City si è sgonfiata per la richiesta di Gibson da parte dei Blazers: i Bulls offrivano James Johnson, merce però non gradita da Portland.

Dicevamo dell’offseason: Chicago non ha preso nulla al Draft, rinunciando alle proprie scelte, e si è concentrata sui free agent. Ha firmato il lungo turco Omer Asik, scelta di qualche Draft fa: un giocatore che ha davvero impressionato ai mondiali con la Turchia di Tanjevic. Il ragazzo avrà bisogno di tempo, ma ha tecnica e fisico per imporsi. Il colpaccio è stata però la firma di Boozer: 75 milioni per 5 anni il suo contratto. Boozer è quel lungo tecnico e polivalente che è sempre mancato ai Tori: bravissimo sia fronte che spalle a canestro, passatore eccellente, gran rimbalzista e super nel pick and roll. Con Rose, più maturo e fresco di oro mondiale, potrebbe formare una coppia eccezionale. Magari non al livello di quella ai Jazz con Deron Williams, ma col passare delle partite l’intesa potrebbe dar luogo a qualcosa di molto produttivo.

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A proposito di Rose… Derrick è la stella indiscussa di questa squadra, anche se il nativo di Chicago non sembra avere proprio nelle corde i crismi del leader. Deve lavorare su questo aspetto, perchè nessun altro, a parte Noah, può davvero prendere in mano le redini di una squadra potenzialmente fortissima. Ecco, Noah: il suo rendimento continua a crescere, e in coppia con Gibson forma un duo di atleti, rimbalzisti e stoppatori davvero invidiabile. Chicago crede molto in loro due, e non ha voluto rinunciarvi, nemmeno per una star come Melo Anthony. Il settore lunghi è completato dal veterano Kurt Thomas, che rimpiazza sostanzialmente Brad Miller: due mazzate il vecchio Kurt le garantisce sempre….

Il compito di mettere punti, oltre a Boozer e Rose, sarà di Luol Deng e di Kyle Korver. Il primo arriva da un’estate favolosa con la nazionale britannica, in cui ha mostrato davvero tutta la sua completezza. Il secondo, è stato firmato proprio per colmare la grave lacuna dei Bulls, i canestri da tre punti. Tiratore come ce ne sono pochi nella Lega: un fucile che potrà giovare degli scarichi di giocatori spesso raddoppiati come Rose e Boozer. Per lui un triennale da 15 milioni: ma sono soldi ben spesi, perchè vanno a toppare una bella falla per i Tori, che non avevano un tiratore decente dopo la rinuncia a Ben Gordon. E poi Korver vanta quasi 10 punti di media col 41% da dietro l’arco in carriera.

brewer
A proposito di tiro, lo daranno sicuramente due giocatori come Brewer, altro ex Jazz, e Bogans. Due sentinelle che daranno fisico e atletismo sugli esterni alla difesa di Thibodeau, e in attacco qualche punto su scarico e giocate di energia. Con loro, anche CJ Watson, playmaker di riserva, che dopo aver fatto bene a Golden State, si è guadagnato la chance della vita coi Bulls: nei minuti in cui Rose tirerà il fiato, dovrà dare energia, punti e regia. E Watson è ideale per produrre in poco tempo sul parquet.

Al momento il roster è composto da solo 12 giocatori, e certamente verrà ampliato, almeno per il training camp. Il dodicesimo è James Johnson, purtroppo: dico purtroppo perchè a mio avviso ha tutto per poter essere un’ala piccola di grande valore nella Lega, e in questa squadra. Ha tiro, atletismo, voglia, energia, intelligenza, e soprattutto una capacità di muoversi lateralmente in difesa che ha lasciato sbalordito, anche contro LeBron James, nel duello playoff dello scorso anno. Una tecnica affinata grazie alle arti marziali con cui è cresciuto. Spero davvero che possa trovare spazio ed esplodere perchè non è inferiore a nessuno dei suoi pari ruolo.

Questa squadra ad est sembra destinata a fare molto bene, perchè ha talento, fisico, tiro, difesa. Potrebbero essere dei mini Celtics… e non mi sorprenderei se arrivassero almeno alla finale dell’est. Ovviamente, potrebbero partire a rilento, perchè il gruppo è da amalgamare e bisognerà assimilare i concetti di un coach nuovo come Thibodeau, diverso da un allenatore “improvvisato”, seppur con buoni risultati, come Del Negro. Altro neo che andrebbe corretto, sarebbe l’aggiunta di una guardia vera e propria con punti nelle mani, perchè nel roster non c’è effettivamente un “2″: Brewer è più ala piccola, come Korver e Deng, mentre Bogans è solo un cambio. Fernandez potrebbe fare al caso dei Tori….


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